Standing ovation e un applauso lungo tre minuti per la lectio magistralis tenuta a Firenze dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a cui è stata consegnata, con una cerimonia al Teatro del Maggio, la laurea honoris causa in “Politica, Istituzioni e Mercato” da parte della Scuola di Scienze Politiche Cesare Alfieri.

Mattarella nel suo discorso ha ricordato numerosi studiosi usciti dalla Cesare Alfieri o che hanno insegnato alla scuola tra cui ha citato anche Mario Draghi. “Negli anni Ottanta, una serie di fortunate circostanze portò alla Cesare Alfieri esponenti di rilievo dell’economia pubblica” ha detto il Capo dello Stato citando Fausto Vicarelli, Ezio Tarantelli, Giovanni Bechelloni, Milly Buonanno e “un giovane Mario Draghi, che ebbe a Firenze la sua prima cattedra”.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha poi ricordato Silvano Tosi, “prima allievo e poi docente autorevole della ‘Cesare Alfieri’. 

“Nel 1957 – ho proseguito il capo dello Stato – concludeva la prefazione alla sua traduzione della ‘Democrazia in America’ di Tocqueville con queste parole, tuttora attuali e motivo di riflessione: ‘Nelle molte intuizioni profetiche di Tocqueville, la più inquietante per il nostro tempo è forse quella che prevede un futuro oscillante fra la libertà democratica e la tirannide cesarista, cui la moderna scienza del dispotismo suggerisce quell’aspetto filantropico, quelle forme fraudolentemente rappresentative, quel temibile ufficio tutorio dell’individuo, che Tocqueville definì magistralmente, cogliendone l’intimo spirito, nel concludere che si tendeva a far perpetuare l’infanzia dell’uomo’”. “Non lasciamo che questo avvenga, che si realizzi una simile regressione”, ha concluso.

“La nostra Assemblea costituente si giovò in grande misura del contributo di uomini di cultura, di  studiosi di diverso orientamento che ne entrarono a far parte, accanto alla componente più schiettamente politica. La cultura e la scienza sono per loro autentica natura aperte alla interlocuzione, non  pretendono di possedere verità assolute, sono inclini a trovare punti  di incontro, a raggiungere mediazioni, senza rinunciare ad affermare  principi e valori. Questo rese possibile la nostra Costituzione, una  collaborazione autentica e profonda tra studiosi e rappresentanti  politici, nel porre le basi per la rinascita dell’Italia nel segno  della democrazia”.

 

Condividere.
Exit mobile version