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Omicron, è come il vaiolo o la spagnola? Ecco come sono finite le pandemie della storia. A che punto siamo con il Covid?

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Il Covid-19 è come il vaiolo? Scomparirà? O con la variante Omicron si può sperare che diventi endemico? Per rispondere a questa domanda bisogna studiare le pandemie che ci sono state prima di questa. Dobbiamo ripercorrere per esempio le tappe dell’ influenza spagnola (1918) che ha contagiato oltre 500 milioni di persone e ne ha uccise almeno 50 milioni.


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La Fondazione Umberto Veronesi ha spiegato che la maggior parte delle pandemie hanno un’origine animale ma è successo anche che attraverso processi come le colonizzazioni, virus e batteri sconosciuti abbiano attaccato i sistemi immunitari delle popolazioni autoctone. L’esempio più eclatante è proprio l’epidemia di vaiolo, diffusa con l’arrivo dei conquistadores, che uccise quasi tre milioni di indigeni ltinoamericani. E poi, chi non ricorda l’influenza  AH1N1, chiamata influenza suina? 

Ora stiamo affrontando la Sars-Cov 2, ma a che punto siamo?

«Quando un virus nuovo o sconosciuto viene a contatto con l’uomo, i risultati non sono quasi mai prevedibili – scrive la Fondazione Veronesi – Può accadere che non si adatti per nulla al nuovo ospite, venendo controllato dal sistema immunitario e non causando alcun danno. In questi casi, chi viene a contatto con un patogeno può non accorgersene neppure. In altri casi, invece, il virus riesce a colpire le cellule umane (a volte di uno specifico tessuto, come in quest’ultimo caso quello polmonare), causando sintomi di varia natura e gravità: se pensiamo alla capacità del virus di creare danni al nostro corpo, allora stiamo pensando alla sua patogenicità. Chiaramente, la sua forma più estrema è rappresentata dal decesso del paziente: in questi casi possiamo valutare la letalità del virus, ovvero il numero di morti sul totale dei pazienti che hanno contratto quella specifica malattia. Tutt’altro parametro è invece la contagiosità o infettività. In questo caso, i termini sono associati alla capacità del virus di diffondersi da un individuo a un altro: più un virus è infettivo, più si diffonderà velocemente all’interno della popolazione».

Un parametro fondamentale da osservare se si parla di virus contagiosi è l’ R0. Cos’è? È un valore numerico che rappresenta il numero medio di persone che vengono contagiate da ciascuna persona infetta. Se il suo valore è 2, significa che ogni malato contagia due persone sane. Più R0 è elevato, più l’agente patogeno si diffonde velocemente, mentre se questo valore è inferiore a 1 la malattia tende a estinguersi da sola nella popolazione. È un paramenro, l’R0, che viene segnalato costantemente, tutte le settimane, dai vertici dell’Istituto superiore di Sanità quando comunicano i dati sull’epidemia Covid. Viene segnalato soprattutto quando supera il valore 1 perché quando R0 è maggiore di 1 si dice che è un valore “sopra soglia”.

A Natale, in Italia, avevamo un Rt (indice che calcola la contagiosità nel corso del tempo) intorno a 1,35. Nell’ultima rilevazione nazionale disponibile (14 gennaio 2022, ndr) l‘indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici, è stato invece pari a 1,56, in aumento rispetto alla settimana precedente – quando era risultato pari a 1,43. Quindi attualmente questo valore è ben al di sopra della soglia epidemica. 

Questo indice non dipende solo dalle caratteristiche dell’agente infettivo. Ci sono anche altri fattori come densità e mobilità della popolazione, condizioni igieniche e climatiche e numero di persone immuni o vaccinate che possono limitare o favorire la diffusione di un virus.

Sars-Cov 2 non è come il vaiolo

Cinque fasi: cosa dice l’immunologo Anthony Fauci – «È troppo presto per dire se con la variante Omicron il virus del Covid-19 diventerà endemico, ponendo così fine alla pandemia causata dal Sars-Cov2». È questa l’opinione espressa da Anthony Fauci alla conferenza virtuale “Davos Agenda” organizzata dall’ World Economic Forum. Fauci ha illustrato uno schema della pandemia diviso in 5 fasi. E ha detto che in questo momento il mondo sta affrontando ancora la prima fase. Vediamo perché. «Quando parlo della pandemia – ha detto Fauci parlando al Worl Economic Forum – la suddivido in cinque fasi: la fase veramente pandemica in cui tutto il mondo è davvero molto colpito negativamente, come lo siamo ora. Poi c’è la decelerazione della pandemia. Poi c’è il controllo. C’è l’eliminazione e lo sradicamento. Penso che se si guarda alla storia delle malattie infettive, abbiamo sradicato solo una malattia infettiva nell’uomo, il vaiolo. Non succederà con questo virus. Poi c’è l’eliminazione. Eliminazione significa quando ti sbarazzi della malattia nel tuo paese, ma è da qualche parte, non nel tuo paese, ma è lì. Per esempio, la polio è stata eliminata negli Stati Uniti e in molte nazioni in via di sviluppo. Quindi, qual è il prossimo passo? È il controllo. Controllo significa che è presente, ma ad un livello che non disturba la società. E penso che questo sia ciò che la maggior parte delle persone vede quando si parla di endemicità, dove è integrata nella vasta gamma di malattie infettive che sperimentiamo. Per esempio: le infezioni respiratorie superiori da freddo, le para-influenze, i virus respiratori sinciziali, i rinovirus. Si mira ad un livello che non sconvolga la società»

Che differenza c’è tra epidemia e pandemia? Anche qui ci viene in aiuto la Fondazione Veronesi. Si parla di epidemia «quando un patogeno si diffonde rapidamente da un soggetto malato a più persone, facendo aumentare in un luogo geografico definito, più rapidamente rispetto alla norma, i casi di quella malattia». Un’epidemia diventa pandemia invece quando «oltre a trasmettersi da persona a persona e provocare un numero significativo di morti, si diffonde a livello globale»

Malattia endemica – È «quando il virus è costantemente presente nella popolazione e si può assistere a un certo numero di nuovi casi che possono aumentare o diminuire nel tempo, a seconda degli individui suscettibili alla malattia». Un esempio? Il morbillo in Italia, dove negli ultimi anni il numero di vaccinazioni non è stato sufficiente a garantire una copertura vaccinale adeguata. Per questo, nel tempo, si è assistito a dei momenti in cui la malattia si è ripresentata più frequentemente. 

Covid, Oms: «La pandemia non è finita, probabili nuove varianti»

Omicron è il virus endemico, allora? L’endemicità è quando c’è una presenza del virus «non dirompente senza eliminazione», secondo la definizione di Anthony Fauci. Quindi, quando una pandemia è sotto controllo. Ma le possibili, nuove varianti escludono lo scenario di un virus endemico. «Quando si parla endemicità: se Omicron lo è oppure no, perché è altamente trasmissibile ma apparentemente non così patogeno, per esempio, come Delta, spero che sia così. Ma questo sarebbe il caso solo se non otteniamo un’altra variante che sfugge alla risposta immunitaria alla variante precedente. Per esempio, siamo stati fortunati che Omicron, sebbene sia altamente trasmissibile, non sia altrettanto patogeno. Ma il volume di persone che vengono infettate supera il livello di patogenicità piuttosto basso. Quindi penso davvero che sia una questione aperta se Omicron sarà o meno la vaccinazione a virus vivo che tutti sperano, perché c’è una così grande variabilità con nuove varianti che emergono».

 

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