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Omicron, tra i nuovi sintomi anche disturbi intestinali. Come riconoscerli quando si è contagiati

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Omicron corre veloce e l’aumento dei contagi da Covid in tutta Europa sembra essere collegato proprio al diffondersi della nuova variante. Più contagiosa di Delta, Omicron, secondo un recente studio dell’Università di Hong Kong, si moltiplica 70 volte più velocemente nei bronchi rispetto alla variante Delta e al virus Sars Cov-2 “originale”. Questo vuol dire che se il virus si replica di più nelle prime vie aeree (senza arrivare ai polmoni) sarà più trasmissibile (e potenzialmente meno pericoloso).


Anche per questa ragione continua ad essere fondamentale il vaccino e il tracciamento dei positivi. Ma, dato che in molti casi la sintomatologia dell’infezione da Covid è ampia e differenziata, come riconoscere quando si è effettivamente contagiati? Omicron, in tal senso, ha messo in evidenza una serie di nuovi sintomi che non si erano ancora riscontrati nelle ondate precedenti. Ed ora, come rivelato dal CDC  il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie degli Stati Uniti – ne emergerebbe un altro, quello della dissenteria

 

Omicron, cosa sappiamo

Omicron ha dimostrato, in un certo senso, di sapersi mimetizzare. I sintomi propri della nuova variante scoperta in Sud Africa il 24 novembre scorso sembrano infatti essere simili a quelli stagionali dell’influenza e del raffreddore. Ma il CDC ha diffuso una nota nella quale viene evidenziato che chi è affetto da Covid può presentare «una vasta gamma di sintomi», che vanno dalla congestione nasale alle difficoltà respiratorie che richiedono cure mediche immediate. Quindi è fondamentale che le persone siano attente e non superficiali quando si tratta di identificare le tracce del virus e fare i test quando necessario.

L’organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti ha messo in guardia anche sulla dissenteria, indicando questo disturbo come un potenziale sintomo di Omicron. La NBC Chicago ha osservato che le persone con un sistema immunitario compromesso hanno maggiori probabilità di manifestare disturbi gastrointestinali. Potrebbero, in tal senso, essere soggetti che si stanno riprendendo dal Covid, anche se la John Hopkins Medicine ha affermato che circa il 20% dei pazienti affetti da coronavirus soffre di questi disturbi.

La malattia  

Come sappiamo, anche la perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o diminuzione dell’olfatto (iposmia), perdita del gusto (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia) sono stati indicati come conseguenza del Covid. Va detto che mal di testa, brividi, mialgia (dolore muscolare), vomito e/o diarrea sono sintomi meno specifici. In questa fase della pandemia, in cui moltissime persone sono vaccinate è comunque importante non sottovalutare alcun sintomo – anche in forma lieve – riconducibile al virus. In caso di infezione, infatti, i vaccinati sviluppano forme leggere di malattia (ed è quanto si è osservato finora anche con la variante Omicron) con sintomi lievi e spesso facilmente confondibili con i disturbi stagionali (raffreddore, tosse, mal di gola).

 

 

Quali sono i sintomi di Omicron?

In uno degli studi più ampi condotto nel Regno Unito, in cui milioni di pazienti segnalano autonomamente la propria sintomatologia, i soggetti positivi alla variante Omicron hanno dichiarato alcuni sintomi. A questi vanno aggiunti anche quelli evidenziati dal CDC:

  • raffreddore, starnuti e rinorrea
  • gola irritata e tosse secca
  • dolori muscolari e ossei diffusi
  • stanchezza e affaticamento più o meno marcato
  • mal di testa lieve o moderato
  • paralisi notturna e sudorazione
  • nebbia cerebrale
  • eruzioni cutanee
  • dsturbi intestinali 

 

Alessandro Strabioli

 

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