Palazzo Chigi, riunione di governo sul pacchetto sicurezza, in vista della stesura del decreto legge

Si è tenuto stamane un vertice di governo a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni. A quanto si apprende, hanno partecipato anche i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari. Nei giorni scorsi la stessa Meloni, rientrata nella notte dalla missione in Asia, aveva preannunciato una riunione sul pacchetto sicurezza, in vista del decreto legge che approderà in Consiglio dei ministri la prossima settimana, come ha confermato in mattinata Salvini.

I punti centrali: norme anti-coltello, blocco dei ricongiungimenti, metal detector

Una sessantina di articoli, inizialmente concepito come disegno di legge, per aumentare la stretta su episodi di violenze e aggressioni, anche e soprattutto tra minori e nelle scuole (alla luce della vicenda della Spezia): il decreto urgente sul cosiddetto “pacchetto sicurezza”, comprese le norme anti-coltello, “è pronto” e conterrà “misure forti”.

A spingere per aumentare la stretta è la Lega, che ieri ha chiesto ulteriori modifiche. Tra le nuove proposte del Carroccio, c’è la stretta sui ricongiungimenti familiari. E ciò per “rendere possibile l’arrivo in Italia solo dei parenti stretti, peraltro con nuovi criteri per quanto riguarda il reddito, per preservare il welfare sociale a carico dei Comuni”, annunciano dalla Lega, sottolineando che “il 36% dei permessi di soggiorno oggi concessi in Italia, oltre 10mila, viene rilasciato per motivi familiari”. Ma l’ipotesi del rimpatrio dei ragazzi stranieri che commettono crimini – secondo fonti di maggioranza – non convincerebbe il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Nel decreto, riferisce Salvini, “era già previsto il divieto di possesso, tranne per giustificati motivi di lavoro, di lame di qualsiasi genere, soprattutto da parte dei ragazzi”. Il vicepremier ha ricordato che in alcune scuole problematiche già i presidi avevano chiesto in passato controlli a campione delle istituzioni e metaldetector. Non si esclude che il tema dei controlli con i dispositivi elettromagnetici possa entrare a far parte del decreto: il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara spiega di averne parlato “anche con il collega Piantedosi e – assicura – affronteremo tutto questo in uno schema organico. Molti presidi hanno concordato con questa misura”.

Il Cdm a seguire

Il Consiglio dei ministri, oggi pomeriggio, esamina diversi disegni di legge, tra cui la ratifica e l’esecuzione dell’accordo tra il governo della Repubblica italiana e il governo degli Emirati Arabi Uniti di cooperazione nel settore della Difesa, siglato a Roma il 24 febbraio 2025.

Si discuterà poi della proroga dei termini per l’esercizio di deleghe legislative di competenza del Ministero dell’Interno. A seguire, il decreto legislativo l’attuazione della direttiva (Ue) 2024/1233 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 aprile 2024, relativa a una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico che consente ai cittadini di Paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro e a un insieme comune di diritti per i lavoratori di Paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno Stato membro. 

Si terrà infine un esame preliminare su vari provvedimenti, in materia di Affari europei, Pnrr e politiche di coesione, Interno e Lavoro e politiche sociali.

Le opposizioni: investire negli organici di polizia

“Siamo pronti a discutere di tutto ciò che possa mettere al sicuro la vita dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, ma dal governo della propaganda non ci aspettiamo niente di buono” afferma Nicola Fratoianni di Avs, parlando con i cronisti davanti a Montecitorio. “Servono investimenti sulla prevenzione e sull’educazione – conclude il leader di SI – si intervenga sul disagio delle nuove generazioni. Ma di tutto questo non si parla, ed è questo quello che manca drammaticamente. Forse è  davvero il caso che si parta da qui”.

“I problemi legati alla sicurezza sono in aumento ed è necessario intervenire. Tuttavia, non è possibile farlo solo aumentando le pene o introducendo nuovi reati: servono risorse concrete, dal rafforzamento degli organici delle forze di polizia, che negli ultimi anni si sono progressivamente ridotti, al sostegno ai Comuni per politiche di prevenzione. Solo così si garantisce davvero la sicurezza dei cittadini” ha dichiarato Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Partito Democratico.

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