Paolo Campolo, 55 anni, è uno degli eroi della notte di Capodanno, e come ha raccontato ad alcuni quotidiani, si trova in un ospedale di Sion e porta una maschera per respirare. Il fumo ha gravemente irritato le sue vie respiratorie. L’uomo di origini calabresi, ha salvato, insieme ad altri soccorritori, decine di giovani dal fuoco devastante esploso nel bar a Crans-Montana.

Quando la figlia della sua compagna lo ha chiamato alla 1.20 e gli ha raccontato del disastro: “Siamo partiti subito – ha detto – sono andato immediatamente sul luogo dell’accaduto”. 

Arrivato sul posto ha iniziato a tirare fuori persone dall’ingresso principale. “Non si riusciva a entrare facilmente, appena uno o due metri dall’uscio, da lì abbiamo iniziato ad afferrare le persone e a trascinarle fuori”, ha raccontato spiegando di aver tirato fuori insieme ad altri soccorritori almeno 20 persone

Fra i giovani salvati da Campolo c’è anche il fidanzato della figlia della sua partner. “Credo che sia ora all’ospedale, forse a Basilea”, ha detto. Mentre la ragazza ha fatto tardi per passare a salutare la madre ed ha evitato di rimanere coinvolta nell’incendio. “Ho davanti a me l’immagine di molte persone gravemente ustionate, moltissime”, soprattutto con ustioni alla testa. 

Paolo, conoscendo bene il locale, è andato verso l’uscita posteriore della discoteca ed ha visto che urlavano perché erano rimaste bloccate. Chiedevano aiuto in aiuto in tutte le lingue. “Non so se fosse un’uscita di emergenza o di servizio, ma dietro quella porta c’erano persone disperate” ed insieme ad un’altra persona ha sfondato la porta e tirato fuori le persone.  Immagini che l’eroe di Capodanno assicura difficilmente dimenticherà.

Incendio in un bar della località sciistica alpina di lusso di Crans-Montana, in Svizzera – 01 gennaio 2026 (https://www.rts.ch/)

01/01/2026

Il racconto del figlio intervenuto insieme al padre 

“Durante i soccorsi mio padre Paolo ha cercato un’uscita di sicurezza per evacuare le persone che erano chiuse nel locale, ma ha trovato solo una porta. Non si sa se fosse un’uscita di sicurezza o una porta di servizio, certo è che non aveva il meccanismo di sicurezza: era una porta vetrata si vedeva dentro, c’era una decina di persone incollate al vetro che cercavano di uscire ma non potevano perché la porta era bloccata”. 

Il dettaglio riguardante le concitate fasi successive all’incendio del Constellation è riferito all’ANSA da Gianni Campolo, 19enne, di Ginevra, il giovane eroe che, con il padre Paolo, è accorso per aiutare i feriti. 

Questa via di uscita, secondo Campolo, è stata successivamente sfondata “mettendo in salvo più di una decina di persone”.   “Abbiamo cercato se ci fossero altre porte, – ha aggiunto – c’era quella principale, se ci fosse stata un’altra via di uscita aperta ci sarebbero stati meno morti”.

Presidente della Regione Calabria: “Ha fatto una scelta rara”

“Nella notte di Capodanno, quando tutto spinge a fuggire, Paolo Campolo ha fatto una scelta  rara: fermarsi e aiutare i ragazzi a scappare. Davanti all’incendio del locale di Crans-Montana, non ha pensato al tempo, al fumo, al pericolo”. Lo afferma il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, in un post sul suo profilo Facebook. “Paolo – aggiunge Occhiuto – ha visto una porta di emergenza che non si apriva e ha capito che lì dietro c’erano persone. Con un altro uomo l’ha forzata finché ha ceduto. Subito dopo, ilpanico: ragazzi ustionati, intossicati, che crollavano fuori chiedendo aiuto. Paolo non si è limitato ad aprire quella porta, é entrato e poi è rientrato ancora e ancora. Ha trascinato fuori persone a mani nude, senza protezioni, senza pause. E ha continuato finché ha potuto. Alla fine, dieci vite erano salve grazie a lui. Oggi Paolo è ricoverato a Sion per le ferite riportate. Guarirà. Quello che ha fatto, invece, resta. Perché il coraggio vero non fa rumore. Si riconosce solo quando, nel momento peggiore, qualcuno decide di non andarsene”.

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