Un’indagine che scava nel profondo di un possibile caso di ripetute violenze domestiche. Un uomo di 30 anni, residente nel capoluogo giuliano, è accusato dell’omicidio del figlio di appena cinque mesi. La tragedia, avvenuta il 18 dicembre 2024, ha assunto contorni ancora più nitidi. Inizialmente si era parlato di una morte in culla, avvenuta nel sonno ma secondo la ricostruzione della Procura le cose sarebbero andate in modo diverso.
La mattina di quel 18 dicembre, i genitori avevano allertato i soccorsi sostenendo di aver trovato il piccolo immobile nel suo lettino. Tuttavia, gli accertamenti medico-legali hanno subito smentito l’ipotesi di un malore improvviso: il bimbo era morto da diverse ore, probabilmente già dalla sera precedente, dopo che il padre lo aveva messo a dormire.
L’autopsia ha sciolto ogni dubbio sulla natura del decesso, rilevando un’emorragia cerebrale e una lesione del nervo ottico. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il trentenne non avrebbe usato la necessaria cura verso il figlio, arrivando a fargli sbattere violentemente la testa. Un colpo che si è rivelato fatale per un corpicino così fragile.
Il palazzo di Giustizia a Trieste (@web)
17/03/2026
Molteplici violenze familiari
Per oltre un anno, la Squadra Mobile della Questura di Trieste, coordinata dalla Procura, ha scavato nella vita della coppia, portando alla luce un contesto di abusi reiterati. L’uomo è infatti accusato di gravi maltrattamenti anche nei confronti delle altre due figlie.
Le violenze contestate risalgono al periodo tra il 2022 e il 2024: all’epoca dei fatti, una delle bambine aveva appena quattro mesi e l’altra meno di due anni. Il quadro descritto dall’accusa affermerebbe che le piccole sarebbero state ripetutamente colpite con schiaffi al volto e persino con ginocchiate. In un episodio, una delle figlie sarebbe stata afferrata per i piedi, scaraventata sul lettino e presa a schiaffi.
Gli inquirenti stanno cercando di fare luce su un contesto familiare che sembrerebbe essere stato segnato da abusi sistematici, dove il decesso del figlio minore rappresenterebbe il culmine di una spirale di violenza rimasta a lungo sommersa tra le mura di casa.
Al momento l’uomo resta il principale indagato nell’ambito del fascicolo aperto per omicidio. Gli inquirenti continuano a raccogliere testimonianze e referti medici per completare il quadro probatorio. Le indagini dovranno ora chiarire se vi siano state omissioni o se altri componenti del nucleo familiare fossero a conoscenza delle violenze subite dai bambini.