l grande esodo per le vacanze estive è alle porte, ma per milioni di automobilisti partire significa fare i conti con un nuovo aumento dei prezzi dei carburanti. Secondo le ultime rilevazioni, il costo medio in modalità self service sulla rete stradale nazionale è di 1,968 euro al litro per la benzina e 2,161 euro al litro per il gasolio. In Liguria i prezzi sono leggermente più bassi, ma il risparmio si limita a pochi centesimi.
La situazione peggiora lungo la rete autostradale, dove il prezzo medio self sale a 2,059 euro al litro per la benzina e 2,228 euro al litro per il gasolio, rendendo i lunghi viaggi ancora più onerosi.
A lanciare l’allarme è il Codacons: dopo la scadenza dell’ultimo taglio delle accise, all’inizio del mese, un pieno di diesel costa oggi circa 14 euro in più, mentre per la benzina l’aumento si aggira intorno agli 8,25 euro. Un rincaro che, con l’intensificarsi delle partenze estive, rischia di incidere pesantemente sui bilanci delle famiglie.
Per arginare gli aumenti, il Governo sta valutando il ritorno del meccanismo delle accise mobili, che consentirebbe di finanziare una riduzione delle imposte utilizzando il maggior gettito IVA derivante dall’aumento del prezzo del petrolio. In pratica, quando il greggio supera una determinata soglia, parte delle maggiori entrate fiscali verrebbe destinata a ridurre le accise sui carburanti.
Il sistema avrebbe il vantaggio di avere un impatto quasi nullo sui conti pubblici, ma presenta anche alcuni limiti: lo sconto arriverebbe solo diverse settimane dopo l’aumento dei prezzi e sarebbe comunque contenuto, nell’ordine di pochi centesimi al litro. Un aiuto che potrebbe alleggerire solo in parte il peso dei rincari alla pompa.
