La polizia egiziana si è recata nella notte a casa di Nessy Guerra, l’italiana costretta in Egitto con la figlia perché coinvolta in un caso giudiziario con il marito egiziano, e l’ha condotta in una stazione di polizia dove attualmente la donna è assistita dall’ambasciatore italiano al Cairo Agostino Palese e dalla console. 

La notizia, anticipata sui social da ‘Chi l’ha visto’, viene confermata da fonti che seguono la vicenda che, si fa notare, è attualmente in evoluzione e sarebbe legata alla richiesta di un giudice egiziano di far vedere la piccola al padre, a sua volta coinvolto anche in un altro caso giudiziario. Il governo, al più alto livello, sta seguendo – secondo quanto appreso – il caso.

La nota della Farnesina

La cittadina italiana Nessy Guerra, coinvolta da mesi in un caso giudiziario con l’ex marito, è stata prelevata questa mattina al Cairo e trasferita in una stazione di  polizia dove è stata raggiunta per assistenza dall’ambasciatore  d’Italia Agostino Palese e dalla Console Giulia De Nardis che da mesi assistono la connazionale e la sua bimba di 3 anni. 

Lo scrive in una nota la Farnesina, che aggiunge che apparentemente il motivo della  convocazione sarebbe un ordine del giudice egiziano di far vedere la piccola al padre Tamer Hamouda. L’affidamento della minore è punto centrale di una lunga contesa con l’ex marito, che a sua volta è stato condannato in Italia per vari reati e di recente è stato arrestato e poi rilasciato su cauzione per le minacce al console italiano a  Hurghada. Il Governo italiano in queste ore sta facendo pressioni con  le autorità egiziane al massimo livello per garantire la massima  protezione della connazionale e della piccola, soprattutto per evitare nuovi episodi di violenze o minacce da parte del marito.

Il caso

La sanremese di 26enne è stata condannata in primo e secondo grado per un reato che in Italia neppure esiste, quello di adulterio. Condanna a sei mesi, che adesso potrebbe portare all’arresto. Proprio nei giorni scorsi, Nessy aveva presentato ricorso in cassazione. 

Le informazioni sull’operazione della polizia sono ancora frammentarie: tutto sarebbe nato da un ordine della Procura egiziana che obbligherebbe Nessy a incontrare l’ex marito, Tamer Hamouda, perché lui vuole vedere la loro figlia.

Lo stesso Tamer Hamouda in Italia è stato condannato, in via definitiva, dal tribunale di Genova per maltrattamenti, stalking, lesioni e truffa nei confronti di un’altra donna. 

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