Processo a CasaPound, 12 condanne per riorganizzazione del partito fascista

Riorganizzazione del disciolto partito fascista nelle due forme della partecipazione a “manifestazioni usuali” del fascismo e del “metodo squadrista come strumento di partecipazione politica”: sono i due articoli della legge Scelba del 1952, l’1 e il 5, per i quali 12 militanti pugliesi di CasaPound sono stati condannati dal Tribunale di Bari, prima volta in Italia, con conseguente privazione dei diritti politici per cinque anni.

Il processo riguarda l’aggressione del 21 settembre 2018 nelquartiere Libertà di Bari ai danni di alcuni manifestantiantifascisti di ritorno da un corteo organizzato contro lepolitiche sull’immigrazione dell’allora ministro dell’InternoMatteo Salvini. Sette dei 12 imputati condannati sono statiritenuti responsabili anche delle lesioni. Sarebbero, cioè, gliautori materiali del pestaggio. Ai primi cinque è stata inflittala pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione, agli altri sette 2anni e 6 mesi di reclusione. Il Tribunale (presidente AmbrogioMarrone) ha escluso per tutti l’aggravante della premeditazionee ha assolto gli altri cinque imputati che rispondevano dellaviolazione della legge Scelba “per non aver commesso il fatto”.   Gli imputati sono stati condannati anche a risarcire le particivili: le vittime dell’aggressione (l’allora europarlamentaredi Rifondazione comunista Eleonora Forenza e il suo assistenteAntonio Perillo; Giacomo Petrelli di Alternativa Comunista eClaudio Riccio di Sinistra Italiana), Anpi, Rifondazionecomunista, Comune di Bari e Regione Puglia. “Finalmente unasentenza chiarisce che CasaPound è un gruppo neofascista che vasciolto” ha commentato dopo la lettura del dispositivo ilsegretario nazionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo.   “La sentenza riconosce il valore della memoria antifascistasancita dalla Costituzione” ha detto Emilio Ricci,vicepresidente nazionale Anpi. Il presidente della RegionePuglia, Antonio Decaro, ha annunciato che “devolverà le sommeche saranno incamerate a titolo di risarcimento per le attivitàdell’Osservatorio regionale sui neofascismi, perché siamoconvinti che l’unico modo per combattere il fascismo o itentativi di riabilitazione della cultura e della politicafascista sia continuare a disseminare cultura e conoscenza suciò che realmente è stato e ha prodotto il fascismo in Italia”.Di “sentenza di grande valore democratico” ha parlato il sindacodi Bari Vito Leccese. “Oggi – ha aggiunto – ha vinto laRepubblica”.    In via Napoleone III, quartier generale dell’organizzazionedi estrema destra, bocche cucite sulla sentenza. “Non abbiamo lemotivazioni e poi si tratta di una sentenza di primo grado”, èstata la laconica risposta data al telefono dal portavoce diCasaPound, Luca Marsella. Le motivazioni si conosceranno entro90 giorni ma le difese degli imputati già annunciano che farannoappello. Precisano, inoltre, che “nessuno degli odierni imputatiè mai stato processato e di conseguenza condannato per ildelitto di ricostituzione del partito fascista, previsto edisciplinato dall’art.2 della legge Scelba. Al contrario glistessi erano stati chiamati a rispondere della violazionedell’art. 5 della stessa legge” che “vieta gesti, saluti (comequello romano) o simboli riconducibili al fascismo o alnazismo”.

Una sentenza che riaccende il dibattito sul movimento di estrema destra con le opposizioni che chiedono una informativa urgente del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. All’unisono Pd, M5s e Avs hanno chiesto lo scioglimento di CasaPound e lo sgombero dello stabile occupato a Roma. “Ora che c’è una sentenza che lo stabilisce -dice la segretaria dem Elly Schlein – al governo non resta che fare quello che gli chiediamo da tempo: sciogliere Casapound, sciogliere le organizzazioni neofasciste come previsto dalla nostra Costituzione”.   

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