“È un impegno importante fatto soprattutto al momento congressuale in organizzazione. L’arrivo dei contratti attuali ha riguardato quasi 3 milioni e 800 mila lavoratori e lavoratrici. Noi abbiamo chiesto che sia riprogrammata per gli anni a venire”.

È uno strumento che aiuta il rinnovo dei contratti e che permette di mettere più soldi netti in busta paga ai lavoratori e lavoratrici. Il fatto che sarà al prossimo una manovra elettorale vi preoccupa? 

“No, per noi le manovre sono manovre basta. Facciamo il nostro lavoro così come abbiamo fatto nel corso degli anni precedenti. Abbiamo fatto queste richieste sul cono fiscale, abbiamo fatto l’anno scorso e non c’erano le elezioni. Tra l’altro questo è un Paese dove le elezioni non mancano mai. Non ci sono solo quelle nazionali, ci sono quelle regional”.

Noi siamo un po’ staccati da questo calendario e guardiamo invece alla manovra come momento di rivendicazione di interventi a favore di lavoratori e lavoratrici. Un’ultima domanda prima di lasciarla ai colleghi. Abbiamo sentito durante la sua relazione molti applausi quando lei ha sottolineato i provvedimenti del governo che la Will sostiene, in particolare sui salari ma anche sul contratto giusto.

Ha detto che serve un election day per tutti i lavoratori privati. Come nel lavoro pubblico serve la possibilità che tutti i lavoratori e le aziende elegano i loro rappresentanti. Chi frena per questa iniziativa? Che serve di fatto a frenare i contratti privati? 

“Noi lo abbiamo proposto. Adesso vediamo, affronteremo questa discussione intanto con l’associazione di autoriali e con il CGLC. Noi siamo perché nel settore privato tutti i lavoratori e le lavoratrici in tutti i posti di lavoro possono eleggere liberamente i propri rappresentanti sindacali unitari. Avviene già nel pubblico impiego, è un modello già standardizzato che funziona bene.

Pensiamo che sia la risposta a chi oggi dice che il sindacato non conta più. Dove si vota, vota l’80-85% degli eventi diritti e il 70% sceglie il CGLC. E’ un modo per arrivare alla validazione erga omnes dei contratti.

Vogliamo fare una battaglia fino in fondo e pensiamo che sia arrivato il momento di uscire dall’ombra e di fare accordi chiari che diano valore al peso delle persone”.

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