HomeSalutequando si userà? Prime dosi o richiamo, cosa sappiamo

quando si userà? Prime dosi o richiamo, cosa sappiamo

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È stato presentato come il vaccino che avrebbe convito i No vax. Anche per questo le regioni (e il Lazio in primis) hanno spinto per avere il prima possibile a disposizione Novavax, il vaccino autorizzato in Europa da Ema e in Italia da Aifa. Diversissimo da quelli a mRna, è un prodotto a base proteica: non c’è quindi il frammento di acido ribonucleico messaggero utile a far produrre la sola proteina spike, che ha spaventato gli scettici. In Italia sarà disponibile dalle prossime settimane e nel Lazio (dopo lo slittamento delle consegne dalla fine di gennaio alla prima decade di febbraio) il piano dell’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, è già pronto: 15 hub in tutta la regione dedicati solamente a questo vaccino, sette di questi saranno a Roma. Grazie ad un accordo stipulato dalla Commissione europea, agli Stati membri spettano fino a 100 milioni di dosi del vaccino Novavax, con un’opzione per ulteriori 100 milioni di dosi nel corso degli anni 2021, 2022 e 2023. 


Vaccini Novavax, nel Lazio al via da febbraio in 15 hub dedicati: somministrazioni solo per prime dosi

Novavax solo per le prime dosi, richiamo a 21 giorni

Novavax arriva in Italia a febbraio con l’obiettivo di aumentare il numero delle prime dosi. Per questo il vaccino (Nuvaxovid è il nome commerciale) è stato approvato dall’Aifa al momento solo per la somministrazione delle prime dosi agli over 18 e non per la dose booster, quindi nel momento in cui sarà disponibile potrà essere prenotato da soggetti che non sono ancora vaccinati. Il richiamo sarà a 21 giorni. 

Perché può convincere gli indecisi

Molti dei No vax lo hanno fatto per paura di un farmaco a mRna, ma con Novavax finalmente potrebbero convincersi. A differenza di Pfizer e Moderna che istruiscono la nostra cellula a produrre la proteina spike e di conseguenza stimolano il corpo a produrre anticorpi, Novavax intriduce direttamente la proteina spike inducendo il nostro organismo a rispondere. E quindi senza Rna. Secondo gli studi, il 90% dei pazienti che si sono sottoposti ai test non ha contratto il virus.

Novavax, la differenza con gli altri vaccini

A differenza dei vaccini precedenti, ossia a Rna messaggero (Pfizer e Moderna) o a vettore virale (Astrazeneca e Johnson and Johnson), Novavax è formulato a base proteica e contiene minuscole particelle ottenute da una versione prodotta in laboratorio della proteina spike (S) che, come noto ormai, è presente sulla superficie del SarsCov2. Il nuovo vaccino contiene anche un adiuvante, ossia una sostanza che aiuta a rafforzare le risposte immunitarie. Il funzionamento su cui si basa Novavax è già consolidato e simile a quello di numerosi altri vaccini: dopo la somministrazione, il sistema immunitario della persona vaccinata riconoscerà le particelle proteiche come estranee e risponderà producendo le proprie difese naturali (ossia gli anticorpi e le cellule T). Se il soggetto vaccinato incorrerà poi nel SarsCov2, il sistema immunitario riconoscerà la proteina spike presente sulla superficie del virus e così potrà reagire e respingerla. 

 

 

 

 

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