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«Racconto la mia vita in palcoscenico»- Corriere.it

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di Emilia Costantini

L’ attrice protagonista dell’one woman show Una ragazza come io, con la regia di Nicola Borghesi, l’8 luglio a Napoli nell’ambito del Campania Teatro Festival

La passione per il palcoscenico le venuta grazie a Santa Caterina da Siena. Frequentavo le elementari — racconta Chiara Francini — e un giorno la maestra mi fa cenno di alzarmi. Era il periodo in cui preparavamo la recita di fine anno e mi chiede di intonare la canzone La Santa Caterina, biribim, biribim, biribim, bum bum… Evidentemente la intonai bene e venni scelta per interpretare il personaggio. Ma la storia della Santa non finisce bene e, quando in scena vengo trafitta, cado a terra talmente bene che mia madre, presente in platea esclama: “Ecco qua, la bimba si sar fatta male”. Insomma, ero stata credibile.

L’attrice toscana ora racconta proprio la sua storia: l’8 luglio debutta nel Giardino di Capodimonte, nell’ambito del Campania Teatro Festival, con Una ragazza come io, one woman show in cui ripercorre la sua vita, con la regia di Nicola Borghesi. Un monologo dove rivela davvero tutto? Assolutamente s. Il percorso parte da quando ero nella pancia della mia mamma, poi l’infanzia, l’adolescenza e l’et adulta. Un racconto sincero: una figlia del popolo, cresciuta nelle case popolari di Campi Bisenzio, allevata dai nonni, perch i miei genitori erano operai, dovevano lavorare tanto per pagare il mutuo.

Poi, la ragazza cresciuta nelle case popolari frequenta il Liceo classico Dante a Firenze. Finisco in una scuola frequentata dalla Firenze bene, molto distante dalle mie origini. Dovevo prendere due corriere per arrivarci!. Liceo dove ha studiato anche Matteo Renzi. Era pi grande di me, lo ricordo alle assemblee in palestra: faceva il rappresentante di classe e parlava tanto. Simpatico o antipatico? Il piglio del futuro politico gi ce l’aveva, ma non ci ho mai parlato. Il successo da attrice arrivato presto. Sono fortunata non per aver ottenuto il successo da ragazza, ma perch faccio un mestiere che mi piace. Ho la possibilit di compiere scelte diverse, fra cinema, teatro, televisione… e non mi sono mai messa su un piedistallo, preferisco stare ben piantata con i piedi per terra. Da chi ha ereditato la vis comica? Un po’ da mamma e un po’ da pap. Mia madre ha tuttora una mimica buffa, mio padre un romano ironico… E poi mia nonna, soprannominata l’Orlanda furiosa: divertente, ma pure parecchio autorevole. Quando facevo qualche bischerata, mi intimava: ora ti do una labbrata, e te la do con la mano dove c’ la fede, cos ti fa pi male e te la ricordi… Noi toscani abbiamo una verve sarcastica, e infatti si dice: maledetti toscani.

Da toscana verace, ha un compagno vichingo, Fredrik Lundqvist. svedese e stiamo insieme da oltre 16 anni. Ogni giorno penso che sia l’uomo pi intelligente che abbia mai incontrato, per fortuna non fa il mio stesso mestiere, si occupa di turismo, e il nostro collante la stima reciproca. Nella sua, ormai, lunga carriera, quali le maggiori difficolt incontrate? Sentendomi comunque, una privilegiata, devo dire che i ruoli di solito proposti a noi attrici sono orizzontali. Non hanno un’evoluzione, non sono verticali, non hanno un’ascesa e una discesa, sono statici, invece noi donne siamo un paniere di delizie, un arcobaleno di colori. Per questo adoro scrivere romanzi, mi danno delle opportunit. La pi grande soddisfazione stata quando sono entrata in classifica col mio primo libro, “Non parlare con la bocca piena”, che era una raccomandazione di mia madre. E il prossimo di che parler? Una vicenda che prende il via dalla seconda guerra mondiale e arriva agli anni di piombo. Due donne protagoniste, in una saga familiare che oscilla tra questi due strazianti periodi storici italiani. Il romanzo uscir in autunno, ma sto gi pensando a scrivere anche un film o una serie tv… per imbastire ruoli femminili verticali.

10 giugno 2022 (modifica il 10 giugno 2022 | 08:42)

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