HomeSalute«Ricordo il suo sacrificio per il bene di tutti»

«Ricordo il suo sacrificio per il bene di tutti»

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Quando le avevano detto che avrebbe ricevuto il vaccino Johnson & Johnson Monica si era sentita fortunata: era la sua prima scelta, per terminare al più presto, con una sola dose, il ciclo vaccinale. «Hai sicuramente vinto il jackpot», gli aveva detto il marito Stan Thomas «Dovresti andare a comprare un biglietto della lotteria, perché oggi è il tuo giorno fortunato». Ma poco tempo dopo, hanno scoperto che era una lotteria che nessuno voleva vincere: Monica Melkonian, 52 anni, originaria dell’Oregon (Stati Uniti) è stata una delle sole 9 persone su 8 milioni di dosi somministrate che hanno sviluppato una trombocitopenia trombotica, un raro effetto collaterale del vaccino, letale. 

La morte di Monica, un caso su un milione

Una tragedia avvenuta con un tempismo funesto. Solo pochi giorni dopo la vaccinazione di Monica – avvenuta il 7 aprile – le autorità federali hanno sospeso l’uso del vaccino J&J dopo aver appreso che sei persone avevano sviluppato un raro disturbo della coagulazione del sangue a seguito della dose. Ma ormai per Monica era troppo tardi. La sua morte è stata una di quelle che ha aiutato i medici a capire i possibili effetti collaterali e a formulare nuove raccomandazioni d’uso per rendere il vaccino più sicuro. 

Suo marito Stan Thomas è convinto che Monica sarebbe ancora viva se le informazioni sui potenziali effetti collaterali fossero state condivise anche solo pochi giorni prima. Invece non le resta che raccontare la sua storia, per impedire che la morte della moglie non venga utilizzata dai Novax per fare propaganda contro il vaccino – di cui sia lui che Monica erano convinti sostenitori – e affinchè il suo sacrificio non venga dimenticato: «È facile perdere di vista l’umanità nascosta nelle statistiche del rischio» dice. 

L’entusiasmo per il vaccino tanto atteso, poi gli ultimi giorni felici

Monica Melkonian ha ricevuto la dose di vaccino il 7 aprile. Pochi giorni dopo, il 13 aprile ha iniziato ad avere mal di testa accompagnato da un dolore forte dietro l’occhio sinistro.

Nonostante questo ha trascorso il weekend in casa con il marito, hanno strappato le erbacce del giardino, sono usciti a fare una passeggiata e la sera si sono immersi nella vasca idromassaggio, bevendo champagne e margarita, mangiando una torta di fragole. «Stavamo letteralmente parlando di quanto fossero state straordinarie le nostre vite e di quanto eravamo stati fortunati» racconta Thomas.

La corsa in ospedale: «Non sta succedendo a me»

Poi è iniziato l’incubo. Dopo la giornaa perfetta, alle 4 del mattino del giorno successivo, il 18 aprile, Thomas ha sentito Monica gridare e cadere a terra, non poteva muovere il braccio destro. «No! Questo non sta succedendo a me» ha urlato Monica mentre Thomas parlava con gli operatori sanitari. Poi le ultime parole tra i due, in attesa dell’ambulanza. All’arrivo dei medici, Monica non riusciva più a parlare. «È successo tutto in pochissimo tempo» racconta Thomas. «Al pronto soccorso di St. Charles Bend l’ultima cosa che le ho detto è stata che l’amavo e le ho chiesto di stringermi la mano due volte», ha detto Thomas. «L’ha fatto»

La TAC di Monica ha rivelato che aveva subito diverse emorragie celebrali sul lato sinistro del lobo frontale. «È un posto insolito per qualcuno della sua età e della sua salute generale» ha detto il neurologo Rewinkel che ha descritto questa situazione come una condizione paradossale in cui il sistema immunitario distrugge le piastrine necessarie per la coagulazione, mentre porta a coaguli di sangue nei seni venosi del cervello. Il paziente avverte contemporaneamente coagulazione e sanguinamento.

«Un caso su un milione, cosa succede se sei tu?»

Melkonian e Thomas si erano incontrati mentre lavoravano come investigatori sugli incidenti mortali per il dipartimento di salute e sicurezza sul lavoro dell’Oregon. Dopo la fine dei rispettivi matrimoni, la loro amicizia si è trasformata in una storia d’amore e si sono sposati nel 2007. Quando il Covid ha colpito, il loro lavoro è stato incentrato sulla pandemia. «Dal primo giorno, la pandemia ha fatto parte di questa famiglia», ha detto Thomas, aggiungendo che entrambi erano convinti sostenitori dei vaccini, in quanto la possibilità di un effetto collaterale era minima e molto inferiore ai rischi che si correvano ammalandosi di Covid. «Quando sono 8 milioni di dosi e due persone moriranno per questo” dice Thomas “chi pensa che sarai tu?»

Le nuove linee guida per il vaccino 

 

Ora per le donne dell’età di Monica sono raccomandati i vaccini mRNA Pfizer o Moderna: secondo i dati compilati dai Centers for Disease Control and Prevention, le donne di età compresa tra 30 e 49 anni hanno un maggiore rischio di subire la complicazione che ha ucciso Melkonian. 

 

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