Risiko bancario, indagato per insider trading un dirigente del ministero dell’Economia

L’inchiesta della Procura di Milano sulla scalata di MPS a Mediobanca si arricchisce di un nuovo capitolo che coinvolge i vertici del ministero dell’Economia e delle finanze. Stefano Di Stefano, responsabile della Direzione partecipazioni societarie e tutela degli attivi strategici del ministero e consigliere di amministrazione di Montepaschi, è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di insider trading.

Secondo il procuratore aggiunto Roberto Pellicano e i pm Luca Gaglio e Giovanni Polizzi, Di Stefano avrebbe sfruttato informazioni privilegiate, ottenute grazie ai suoi incarichi istituzionali e nel board di Rocca Salimbeni, per compiere operazioni speculative sui titoli dei due istituti coinvolti.

I fatti contestati e le operazioni sospette

L’indagine della Guardia di Finanza ha acceso i riflettori su un investimento di circa 100mila euro in azioni Mediobanca e MPS, effettuato dal dirigente a titolo personale a ridosso del lancio dell’offerta pubblica di scambio (OPS) del gennaio 2025. Tali operazioni, segnalate inizialmente dal gestore finanziario e successivamente dall’UIF di Bankitalia, avrebbero fruttato un guadagno stimato in poche migliaia di euro.

Già lo scorso novembre, i militari del nucleo speciale di polizia valutaria avevano effettuato perquisizioni sequestrando i telefoni cellulari di Di Stefano e di Marcello Sala, ex direttore generale del ministero (non indagato). Dalle carte dell’inchiesta emergerebbero contatti in cui Di Stefano chiedeva informazioni sui contratti tra Mediobanca e le società del ministero, definendo l’approccio di Piazzetta Cuccia come “molto antigovernativo”.

 

Lo stemma di Mediobanca sul palazzo che ne ospita la sede a piazzatta Enrico Cuccia a Milano (Ansa)

Il contesto del “risiko bancario”

Il nome di Di Stefano si aggiunge a una lista di indagati eccellenti nell’ambito del presunto “patto occulto” per la scalata a Mediobanca e, indirettamente, a Generali. Nel registro degli indagati figurano già l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri (numero uno di Delfin) e l’amministratore delegato di MPS, Luigi Lovaglio, accusati a vario titolo di aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza (Consob, BCE e Ivass).

Il ruolo di Di Stefano al ministero dell’Economia è particolarmente sensibile: la sua direzione gestisce i gangli centrali delle partecipate pubbliche e le attività propedeutiche all’esercizio del Golden Power. Al ministero, che per ora non ha rilasciato commenti ufficiali, è stato avviato un confronto con l’interessato, che potrebbe comunicare le proprie decisioni nelle prossime ore.

Le reazioni politiche

Sulla vicenda interviene il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S: “Il governo ha favorito il passaggio di una banca risanata con risorse pubbliche sotto l’influenza di gruppi privati, usandola come leva per la scalata a Mediobanca”. 
Turco conferma che il risiko bancario sarà uno dei temi centrali della commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario.

L’entrata di Mediobanca a piazzatta Enrico Cuccia a Milano (Ansa)

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