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«Roar», favole moderne al femminile in un supermarket di violenze fisiche e psicologiche (voto 8)- Corriere.it

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di Maurizio Porro

Su Apple Tv+ una serie, con Nicole Kidman fra le star, che porta a galla problemi vari e abbondanti

«Roar», come ruggito, come dice una canzone femminista dove s’invita l’uomo ad ascoltare il ruggito della donna. Una serie fantasiosa, misteriosa, stravagante e originale in 8 puntate molto dark di 30-35 minuti l’una, destinata a moltiplicarsi, ciascuna una storia diversa con una star che ruggisce prepotentemente da Apple Tv+. Infatti i titoli di questa produzione delle due creatrici di «Glow», Liz Flahive e Carly Mansch, iniziano con «La donna che…» e ci sarà da stupirsi: la donna che scompare, che mangia le fotografie, che risolve il suo omicidio, che scambia il marito rivendendolo al supermercato, che parla coi cavalli (una anche con un’anitra).

Una serie di incredibili contraddizioni che portano a galla il pride femminile con un tocco surreale che è la ricchezza di queste otto favole moderne e ciniche, scritte a Cecelia Ahern (i suoi racconti sono 30) che usa il senso fantastico, il grottesco e l’immaginazione ai fini di metaforizzare palesi ingiustizie ma conservando contesti reali. Insomma otto donne straordinarie in ambienti ordinari con un tocco di ragionata follia che ci insegna ad ogni episodio qualcosa, lavorando molto sugli abbondanti sensi di colpa del genere maschile e variando a piacimento le etnie delle varie protagoniste, bianche, afroamericane, indiane, antologia di sentimenti condivisi ad ogni latitudine.

C’è un supermarket di violenze fisiche e psicologiche, ma dove la produzione (c’è la stessa Nicole Kidman tra i sostenitori oltre che nel ricco cast) tenta la carta di generi codificati (il giallo, il western) la serie perde qualche colpo, mentre funziona nei momenti irreali del quotidiano in cui tutti poi riconosciamo le condivise nevrosi. Come nell’episodio migliore, quello in cui una bella modella sposa un ricchissimo magnate che la appoggia come trofeo ed ornamento sul ripiano del salotto, quindi il pegno da pagare per la bellezza e il plus valore di una strana esclusività oltre alla trovata figurativa della brava Betty Gilpin che sta tutto il giorno appoggiata a una mensola, come un elegantissimo soprammobile.

Problemi vari e abbondanti, molti legati alla difficile combinazione di lavoro e privacy (La donna con i morsi sul corpo), con scorciatoie verso l’horror e perfino la magia, come si conviene alle favole in cui anche la anitra può parlare. Nel primo episodio Issa Rae è una donna che scrive ma arrivata a Los Angeles dove deve discutere la riduzione per il cinema di un suo libro, si accorge che lei diventa invisibile e che le black lives non sempre interessano. Il testimone passa alla Kidman che, a contatto con la madre in pieno Alzheimer (splendida Judy Davis, cara a Woody Allen) temendo una futura perdita di memoria, inizia a mangiare le foto del passato in modo da evitare vecchi ricordi. Ed ecco poi un’altra afro americana, Cynthia Erivo che torna al lavoro dopo la maternità ma trova chi le sta rubando il posto di manager mentre le crescono bubboni degni di un horror di Cronenberg.

Più fortunata (forse) è Marritt Wever che single da tempo finisce per flirtare con un‘anitra parlante e portarsela a casa, scoprendola macha e violenta. E siamo ad Allison Brie che è un ghost, fantasma in sindrome pre mestruale che dopo la sua morte aiuta due detective a risolvere il caso mantenendo un pezzo di mortalità. Ed infine la moglie che rivende il marito al discount e poi il West con due adolescenti, una cowgirl e la figlia del pastore, che lottano contro il senso morale dei padri e l’influenza positiva dei cavalli: è l’episodio più bio. Sono momenti di incubo (nel logo una bocca urla a pieni polmoni) portati alle estreme conseguenze, in una dinamica originale che lega insieme i vari momenti in una prospettiva certamente femminista con un filo conduttore che non sarebbe spiaciuto a Ferreri per il suo tasso disturbante nei confronti della società organizzata al maschile. E gli uomini? Che mascalzoni, nessuno escluso.

6 luglio 2022 (modifica il 6 luglio 2022 | 08:10)

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