Rohrwacher e Sanda nel paradiso del pavone, le origini di Buzz, gli amanti perduti di Nicole Garcia, l’incantesimo pugliese di Scamarcio, Ridge contro Banfi: i film nei cinema, su Sky, Netflix, Prime e le altre piattaforme

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Tutti prigionieri, nella famiglia distopica di Laura Bispuri: delle convenzioni, delle ossessioni, dei ricordi, del controsenso e della controra, del malessere e della malattia, della voglia di ricominciare e del disincanto. Il pavone del titolo un simbolo di libert: rappresenta la voglia di volare, di rompere gli schemi, di violare le condotte virtuose e (forse) superare il male di vivere. Il paradiso irraggiungibile: tutti fingono di essere felici, almeno di sfuggita, di poter sopravvivere, anche se ferite e ammaccature limitano i movimenti.
Siamo ad Ardea, sul litorale laziale. Generazioni diverse si contrappongono tra le mura domestiche di una casa per le vacanze con balcone vista mare. Sotto un pallido sole, la settantenne Nena (Dominique Sanda) riunisce il parentado per festeggiare il compleanno. In realt, vuole solo saldare i conti con il passato. Con lei ci sono il paziente marito Umberto (Carlo Cerciello), i figli Vito (Leonardo Lidi) e Caterina (Maya Sansa), Adelina (Alba Rohrwacher), la compagna di Vito alle prese con una violenta crisi personale, la cugina Isabella (Yle Vianello), l’angelica nipote Alma (Carolina Michelangeli), l’ex compagno di Caterina, Manfredi (Fabrizio Ferracane), che porta con s la slava Joana (Tihana Lazovic), la domestica Lucia (Maddalena Crippa), chiusa in un mutismo patologico, con la figlia Grazia (Ludovica Alvazzi Del Frate). Paco, il pavone nel consesso un’espressione d’armonia. Sul muro c’ il disegno di una colomba: sembra un presagio.
Tutti i presenti esibiscono dolori e malumori. La conversazione diventa un flusso di autocoscienza che intossica la festa trasformandola in un gioco al massacro. Nena ha una calza smagliata e vuoti di memoria, riflesso di una distonia esistenziale: un passato ingombrante la opprime. Vito in bolletta e soffre le ricorrenti depressioni di Adelina. Caterina inaridita, ha perso passione e interesse per le cose. Manfredi si lascia andare a fantasie sessuali. Ognuno combatte con sensi di colpa, peccati, fallimenti, risentimenti. Tutto risulta sfocato, fuori posizione. Ma il libro dei rimpianti si apre veramente solo quando il pavone cade dal balcone perch con quel meraviglioso decoro pennuto non riesce a spiccare il volo.
Al terzo film da regista dopo Vergine giurata (2015) e Figlia mia (2018), tutti con Alba Rohrwacher protagonista, Laura Bispuri, classe 1977, mostra una crescente maturit espressiva. C’ un’esplosione di sentimenti nel piccolo appartamento di Nena che ricorda certi tagli di immagine di Scola, Antonioni e nella descrizione del gruppo persino di Fellini. La luce naturale degli interni, il suono mesto del violoncello, la ruota di Paco che s’allarga nel soggiorno, i silenzi degli invitati, il pranzo in forno. I legami cedono a un turbamento collettivo nel nervoso viavai e i rimpianti si moltiplicano. La critica antiborghese si gioca sui gesti e gli sguardi, rimbalzando da una stanza all’altra come un’eco distorta: forse non tutto perduto, ma troppo tempo stato sprecato a vivere di nascosto. Nel cast emergono le esotiche malinconie di Dominique Sanda e la misura di Maya Sansa. Il resto una buona prova d’orchestra, con prevalenza femminile.

IL PARADISO DEL PAVONE di Laura Bispuri
(Italia, 2021, durata 89’)

con Dominique Sanda, Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Fabrizio Ferracane, Leonardo Lidi, Maddalena Crippa
Giudizio: *** su 5
Nelle sale

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