Sabotaggio ai treni, gli ordigni fatti con bottiglie infiammabili collegate a timer

Ordigni rudimentali composti da una bottiglia di plastica con liquido infiammabile collegata con un timer a batteria. È questa la tipologia dei dispositivi incendiari piazzati sabato da ignoti nei pozzetti della ferrovia a Castel Maggiore, Bologna. Si vedono in alcune foto, che possiamo mostrarvi nel servizio: hanno causato i danneggiamenti all’infrastruttura di rete col conseguente tilt della circolazione dei treni nel nodo di Bologna Centrale. Uno dei due ordigni non è esploso ed è su questo che si concentrano gli accertamenti della Digos bolognese. 

La Procura di Bologna aprirà un fascicolo contro ignoti per associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti, secondo le ipotesi si tratterebbe di un sabotaggio di matrice anarchica.

Al centro delle indagini c’è l’ordigno inesploso collocato nei pressi della linea Bologna Venezia, all’altezza di Castel Maggiore, prima periferia del capoluogo emiliano. Gli inquirenti sono al lavoro per cercare di capire chi abbia fabbricato questo congegno rudimentale, che non ha funzionato, e lo abbia posizionato sabato mattina attorno alle 6 vicino ai binari, in direzione Ancona. E’ stata un’altra bomba artigianale gemella, posta a poca distanza in direzione Venezia, a incendiarsi e tranciare i cavi di un deviatoio causando forti ritardi alla circolazione dei treni e disagi. Al vaglio ci sono poi le immagini delle telecamere della zona, anche se il buio al momento del posizionamento degli ordigni rende difficile l’identificazione dei responsabili.

Si valuta anche la connessione tra la situazione nel bolognese e l’altro episodio di danneggiamento molto simile avvenuto sulla linea Ancona – Rimini in provincia di Pesaro, un incendio doloso in una cabina per la movimentazione di uno scambio. Anche la Procura distrettuale antimafia di Ancona, guidata da Monica Garulli, potrebbe aprire nelle prossime ore un fascicolo sul presunto sabotaggio, con ipotesi di reato simili a quelle dei pm bolognesi. I fatti, sia temporalmente che per le modalità, potrebbero collocarsi in un contesto unitario.

Manca ancora una rivendicazione ma la pista del sabotaggio anarchico prende corpo, vista l’occasione dell’apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina e la dinamica che ricorda da vicino quanto accaduto in Francia in occasione dei giochi di Parigi. Nelle indagini della Digos sono impegnati proprio gli investigatori specializzati negli accertamenti su esponenti e movimenti di area anarchica.

Nell’attesa dell’individuazione dei responsabili, il ministero di Infrastrutture e Trasporti preannuncia che presenterà “richiesta di risarcimento dei danni milionari perpetrati“. “È pronta un’azione decisa – dice il Mit – permettere fine a simili azioni di inammissibile gravità che creano solamente disagi a milioni di italiani”.

 

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