scarcerata dopo quasi 3 anni. Ferì in modo irreversibile uno studente

Era stata condannata a sei anni e otto mesi di reclusione, da minorenne, per il caso di Mauro Glorioso: lo studente ferito in modo gravissimo a Torino dal lancio di una bici dal bastione dei Murazzi, poi ieri, dopo due anni e 11 mesi in carcere, la giovane è tornata a casa, dopo avere ottenuto dal tribunale di sorveglianza di Genova l’affidamento in prova ai servizi sociali. 

Per i giudici, come riporta il quotidiano “La Stampa”, la ragazza ha compreso la gravità del fatto e potrà seguire un programma per completare il percorso verso la maturazione e il recupero.

La nostra assistita ha dato prova, con l’andare del tempo, di essere cambiata e di avere compreso la gravità di quel che è successo. Certo, ha creato tanto dolore, sia pure indirettamente. Ma la giustizia deve anche essere umana. Il carcere è giusto che ci sia così come le pene detentive, ma un minorenne, laddove possibile, deve essere recuperato alla società“. E’ quanto ha detto all’ANSA l’avvocato Guglielmo Busatto, uno dei legali che hanno assistito la ragazza, oggi ventenne.

La giovane era detenuta nel carcere minorile di Pontremoli ed era stata condannata – insieme ad altri 5 coimputati – per concorso morale in tentato omicidio, sentenza confermata dalla Cassazione nel novembre 2024.

A disporre la scarcerazione il tribunale di Genova, competente per territorio che ha disposto una serie di prescrizioni per rimanere fuori dal carcere, tra cui il trasferimento presso l’abitazione dei genitori a Torino dove sarà sottoposta fino a fine pena ad obbligo di permanenza in casa dalle 22 alle 6 del mattino. Inoltre dovrà osservare il programma concordato con l’ufficio sociale dei minori, seguendo attività di recupero sociale presso la Croce rossa per 9 ore alla settimana, dove effettuerà consegna farmaci e pacchi di generi di prima necessità, oltre a frequentare per colloqui uno psicologo, corsi di allenamento sportivo nella disciplina della boxe. Il giudice ha disposto anche il divieto di abuso di alcolici e uso di sostanze e l’obbligo di mantenere contatti con i servizi sociali.

Misura alternativa con cui “si cerca dove possibile di recuperare una persona giovane, nel suo caso la ragazza ha alle spalle una famiglia solida e unita, elemento che ha pesato molto nella valutazione del tribunale. Inoltre ha fatto una grossa valutazione critica del suo passato“, il commento dell’avvocato Busatto.

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