“La situazione è molto complessa e porterà via qualche settimana se non addirittura qualche mese”. Lo ha detto Fabio Ciciliano, capo dipartimento della Protezione Civile, dopo la riunione del Comitato operativo convocata a seguito del riattivarsi della frana nei pressi di Petacciato, in
Molise.
“Se ci aspettiamo un ripristino in 5-7 giorni” dell’autostrada A14 e della linea ferroviaria “siamo fuori strada. Parliamo di un fronte di frana lungo 4 chilometri e la linea ferroviaria ci passa dentro. È ovvio quindi che finché non si ferma non sarà possibile fare nessun tipo di ripristino infrastrutturale. I tempi saranno molto lunghi”.
Code di 13 chilometri tra Poggio Imperiale e Termoli
Code fino a tredici chilometri in direzione nord, in particolare nel tratto tra Poggio Imperiale e Termoli, e fino a sei chilometri in direzione sud, nel tratto tra Vasto nord e Vasto sud. Questi gli effetti della chiusura dell’autostrada A14 – tra Poggio Imperiale e Vasto nord e tra Vasto sud e Termoli – a causa del riattivarsi della frana di Petacciato, in Molise. È attualmente in atto la distribuzione di acqua agli utenti fermi in coda.
Autostrade per l’Italia ricorda che la strada statale 16 Adriatica, nel tratto interessato, non risulta percorribile a causa del crollo del ponte sul Trigno, avvenuto nei giorni scorsi a causa della forte ondata di maltempo abbattutasi sul litorale molisano.
Secondo quanto si apprende, ci sarebbero delle lesioni sulla carreggiata dell’A14: in corso le ispezioni per verificarne l’entità.
“Non è semplice intervenire su fenomeni franosi di questa portata, soprattutto quando insistono su centri abitati e su collegamenti viari fondamentali. Oggi ci troviamo di fronte a una situazione che di fatto divide il Paese in due. La priorità è fronteggiare l’emergenza”, ha detto il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, al termine del sopralluogo alla frana di Petacciato, insieme con il sindaco, Antonio Di Pardo, e l’assessore regionale ai Lavori pubblici, viabilità e infrastrutture, Michele Marone.
“Si tratta di un imponente fenomeno franoso, tra i più vasti a livello europeo – ha sottolineato il governatore – caratterizzato da un lento ma profondo movimento rototraslazionale che interessa l’intero versante nord-orientale, estendendosi dall’area abitata fino alla fascia costiera, mettendo a rischio la viabilità adriatica, sia su strada sia su ferrovia“.
L’area è interessata da un fenomeno franoso complesso che coinvolge una superficie di circa 4 km²,con un fronte di circa 2 chilometri.
Secondo quanto riferisce la Regione, si tratta di un dissesto noto da tempo: tra il 1906 e il 2015 sono stati registrati almeno 15 episodi franosi, spesso in concomitanza con periodi di piogge intense. Si tratta di una frana, cosiddetta “intermittente”, impossibile da bloccare in maniera definitiva, ma di cui si possono mitigare gli effetti.
Anas e Autostrade sono al lavoro per garantire percorsi alternativi sulla viabilità ordinaria.
