si trovano tutte nella Spike

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Sono quattro le mutazioni-chiave della variante Omicron che possono favorire i contagi: N501Y, H655Y, N679K e P681H. Quest’ultima è stata trovata anche nella variante Alfa. Si trovano tutte nella Spike, dove sono state individuate più di 30 mutazioni. Rispetto al ceppo originale del virus ci sono circa 60 cambiamenti in Sars Cov-2.


Ma avere più mutazioni non vuol assolutamente dire che il virus sia più “cattivo”. Nel corso della pandemia ci sono state varianti che la stessa Organizzazione mondiale della sanità ha visto con preoccupazione, come la Beta, ma che poi hanno avuto la peggio davanti a virus variati (come Delta) che sono diventati maggioritari.

 

 

Covid, tutte le varianti 

Quali sono le varianti principali di Sars Cov-2? L’Alfa (B.1.1.7), ha avuto come luogo di partenza e prevalenza il Regno Unito, poi la Beta (B.1.351) con il Sudafrica, la Gamma (p.1) con il Brasile, la Delta (B.1.617.2) con l’India, la Epsilon (B.1.427), con la California, la Zeta (la p.2) con il Brasile. E poi l’Eta (B.1.525), da New York, la Theta (P.3) dalle Filippine, la Iota (B.1526) da New York, la Kappa (B.1.617.1) dall’India, la Lambda (C.37), dal Perù, la Mu (B.1.621) dalla Colombia e infine l’Omicron (B.1.1.529), i cui primi casi sono stati identificati tra Sudafrica e Botswana.

I nomi delle varianti vengono assegnati dall’Organizzazione mondiale della sanità a due generi di varianti: quelle “definite di preoccupazione” e quelle “di interesse” e riprendono le lettere dell’alfabeto greco. Due sono state le lettere non assegnate: “Nu” (perché in inglese suonerebbe come New, cioè nuova) e Xi (il cognome del capo dello Stato cinese Xi Jinping, molto comune in Cina).

 

 

 

Che vuol dire quando un virus muta?

Quando un virus muta vuol dire che cambia il suo genoma. Più circola, più c’è il rischio che cambi: ecco perché la vaccinazione e le regole di distanziamento sociale sono fondamentali per evitare la ripresa dei contagi. Anche per Sars Cov-2 vale la regola della “selezione”: le varianti che hanno una maggiore trasmissibilità o una maggiore patogenicità hanno la prevalenza sulle altre. Ci sono state diverse mutazioni (ben oltre le lettere dell’alfabeto greco), molte delle quali non hanno avuto impatti significativi. Ecco perché l’Oms “promuove” con un nome, per contagiosità o esiti della malattia, quelle più preoccupanti o d’interesse.

 

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