Sembra essersi arrestata, almeno momentaneamente, la frana che domenica 29 marzo ha causato crolli di case e strade a Silvi, in provincia di Teramo. Come si legge sul sito del progetto Polaris del CNR, dedicato alla protezione della popolazione dal rischio di frane e alluvioni, la frana si era attivata il 25 gennaio scorso, determinando l’evacuazione dei primi edifici. Il movimento retrogressivo è poi continuato lentamente fino ad accelerare nelle prime ore di sabato 28 marzo, quando ulteriori residenti sono stati evacuati dalla Protezione Civile prima del crollo. 

In totale, sono undici i nuclei familiari evacuati dalla “zona rossa” e che ora si trovano in soluzioni abitative alternative. Anche la strada provinciale 29/b è stata interessata da profondi cedimenti e fratture. Una situazione che Maurizio Scelli, il direttore dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile dell’Abruzzo, ha definito in un video pubblicato sui social “difficile, ma sotto controllo”. 

Adesso geologi ed esperti sono al lavoro e nei prossimi giorni verranno installati sensori di monitoraggio su tutto il versante. Intanto, le scuole restano chiuse con ordinanza fino al primo aprile compreso, mentre la palestra comunale non riaprirà fino al 6.

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