E’ stata “una discussione aperta” quella vissuta all’assemblea sinodale della Cei. Lo scrivono con trasparenza i vescovi in un messaggio al Papa ribadendo che in ogni caso “la Chiesa non è un Parlamento”.
“Abbiamo vissuto giorni di discussione aperta e di studio approfondito delle Proposizioni, elaborate nel corso degli ultimi mesi: si tratta del risultato del lavoro delle Diocesi italiane, che si sono messe in gioco per rinnovarsi. Oggi possiamo dire che già questo processo è stato una palestra di sinodalità – si legge nel messaggio della Cei al Papa -, che ci ha insegnato uno stile da mantenere anche in futuro”.
I vescovi proseguono: “Abbiamo assunto decisioni importanti, che sono emerse dall’ascolto obbediente dello Spirito e dal dialogo franco tra di noi. La Chiesa non è un parlamento, ma una comunità di fratelli riuniti nell’unica fede nel Signore, Crocifisso e Risorto: ciascuno ha portato e ha proposto quindi il suo bagaglio di fede, speranza e carità”.
Quindi la Cei informa Papa Francesco sull’esito dell’assemblea che non era quello preventivato: “Le riflessioni che sono scaturite confluiranno nel testo che verrà votato il 25 ottobre in occasione della prossima Assemblea sinodale. Pensiamo che questo dinamismo rappresenti pienamente la sinodalità, in quanto vede tutti i ministeri ecclesiali procedere insieme, ciascuno con le proprie competenze e in armonia”.

 

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