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«Soprattutto per donne e giovani»

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Dalla variante Omicron più rischio di reinfezioni. Lo sostiene l’Iss, l’Istituto superiore di Sanità, evidenziando che nell’ultima settimana la percentuale di reinfezioni sul totale dei casi segnalati è pari a 3,2%. E a riammalasi sono soprattutto le donne e i giovani.

 

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Omicron 2 e il rischio di reinfezioni

«L’analisi del rischio di reinfezione a partire dal 6 dicembre 2021 (data considerata di riferimento per l’inizio della diffusione della variante Omicron), evidenzia un aumento del rischio relativo aggiustato di reinfezione (valori significativamente maggiori di 1)» – evidenzia il report esteso dell’Istituto superiore di Sanità -. In particolare nei soggetti con prima diagnosi di Covid-19 notificata da oltre 210 giorni rispetto a chi ha avuto la prima diagnosi di Covid-19 fra i 90 e i 210 giorni precedenti; nei soggetti non vaccinati o vaccinati con almeno una dose da oltre 120 giorni rispetto ai vaccinati con almeno una dose entro i 120 giorni; nelle femmine rispetto ai maschi (verosimilmente per la maggior presenza di donne in ambito scolastico dove viene effettuata una intensa attività di screening e per funzione di caregiver in ambito famigliare); nelle fasce di età più giovani (dai 12 ai 49 anni) rispetto alle persone con prima diagnosi in età compresa fra i 50-59 anni.

 

Comportamenti a rischio

«Verosimilmente il maggior rischio di reinfezione nelle fasce di età più giovani è attribuibile a comportamenti ed esposizioni a maggior rischio, rispetto alle fasce d’età superiore ai 60 anni», scrive l’Iss nel suo rapporto.

Anche più rischi tra gli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione.

In totale, riferisce l’Iss, dal 24 agosto 2021 al 16 marzo 2022 sono stati segnalati 264.634 casi di reinfezione, pari al 3% del totale dei casi notificati.

 

Ci si può reinfettare con Omicron 2 (BA.2) dopo aver preso Omicron 1?

Omicron 2 è la sottovariante del virus segnalata inizialmente in Danimarca, Sudafrica e Regno Unito che poi si è diffusa in tutto il mondo: è la versione del virus Sars-CoV-2 più contagiosa di sempre, dice Roberto Cauda, direttore UOC Malattie Infettive del Policlinico Gemelli di Roma.

Omicron 2 ha una capacità di diffusione maggiore dal 30 al 50% rispetto alla variante Omicron 1. Ed è possibile reinfettarsi, fa sapere Cauda, anche se esiste la possibilità che l’infezione con Omicron 1 fornisca una certa protezione anche contro l’infezione BA.2 perché chi si infetta ha una protezione, ma nel tempo questa base di immunità si perde e va richiamata con la vaccinazione.

 

I contagi e la conta dei morti

L’andamento dei contagi riportato alla data simbolo del dramma Covid, il 18 marzo, in cui ogni anno i celebra la Giornata in ricordo delle vittime del Covid. Allora, era il 18 marzo di due anni fa, il virus era sconosciuto, ma si contavano già 2.978 morti, con un incremento di 475 vittime in 24 ore, e con 35.713 casi totali, con il bollettino quotidiano che faceva segnare +4.207 contagi in 24 ore. A distanza di un anno, il 18 marzo 2021, il boom del contagio con l’Italia che piange i suoi oltre 100 mila morti: 103.855 vittime totali, con un incremento di 423 morti in 24 ore, e con i casi saliti a 3.306.711, con l’incremento giornaliero di 24.935. Ieri, 18 marzo 2022, il totale delle vittime è salito a 157.607, con un incremento di 165 morti in 24 ore, con il totale dei casi arrivato a 13.724.411, con ancora 76.250 nuovi contagi in un giorno, segno che quel virus che uccide è ancora tra noi. Ma con un argine, rappresentato dai vaccini: perché le vittime sono dimezzate, passando da circa 100 mila morti del 2020-2021 a 50 mila del 2021-2022, con il premier Mario Draghi che sottolinea che «in Italia ci sono stati 80 mila decessi in meno grazie ai vaccini solo nel 2021».

Ma c’è chi il Covid continua a sfidarlo, rifiutando la vaccinazione. I No vax, circa 1,7 milioni di persone. La Spoon river delle vittime del virus, sulla sponda No vax del fiume, è scritta dalla cronaca del Covid e non dalla poesia. No vax come ‘Mauro da Mantova’, al secolo Maurizio Buratti, il carrozziere che, ospite della trasmissione radiofonica La Zanzara, il programma di Radio 24, negava l’esistenza del Covid: è morto a 61 anni. O il biologo Franco Trinca, più volte ospite di diverse trasmissioni tv dove aveva discusso a proposito delle sue teorie sul Covid. Anche lui, ricoverato in ospedale a Perugia per una polmonite bilaterale, è morto a 70 anni. Per non contare più i morti No vax e le loro storie, tuttavia, sarebbe il caso di affidarsi alla scienza e allo scudo protettivo dato dalla vaccinazione, con l’Agenzia europea per i medicinali che annuncia per l’estate un vaccino anche contro la variante Omicron.

Per non contare mai più altri centomila morti per il virus.

 

 

 

 

 

 

 

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