HomeSalutespunta il modello americano con i 3 livelli di rischio

spunta il modello americano con i 3 livelli di rischio

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Per la lotta al Covid di sicuro questi due anni di pandemia hanno insegnato che le mascherine servono a contenere i contagi. Lo aveva ribadito qualche giorno fa il consulente del generale Figliuolo per la campagna vaccinale, l’immunologo Guido Rasi: al chiuso e negli assembramenti vanno ancora indossate.


Ad oggi non c’è alcuna indicazione su cosa sarà di questa misura preventiva dopo il termine della fase di emergenza, a partire dal primo aprile. Ma, nel caso in cui dovesse esserci una sorta di “via tutto”, c’è da aspettarsi che qualcuno continuerà a indossarla, un po’ come accade in Paesi come il Giappone, dove già prima della pandemia era tra le buone abitudini igieniche in caso di raffreddore.

Mascherine, il “modello americano” con i 3 livelli di rischio

Diversi sono gli scenari che potrebbero aprirsi da qui a 30 giorni. O tutto resterà com’è (anche se questo è lo scenario meno probabile, visto che si potrà sicuramente andare verso una riduzione della misura, almeno togliendo l’obbligo in alcune circostanze della Ffp2, obiettivo auspicato anche dal presidente Mario Draghi) o si virerà verso una discrezionalità d’uso, oppure si potrà seguire l’indicazione che viene dagli Stati Uniti. Gli Usa, infatti, giusto qualche giorno fa hanno modificato le loro linee guida, introducendo un sistema a tre livelli in base al rischio di contagio.

Mascherine Ffp2, da aprile via l’obbligo: dalla scuola ai mezzi pubblici ecco cosa cambia

Nelle aree a basso rischio la maggior parte degli statunitensi può non usarle in aree al chiuso, come nei ristoranti e nei centri commerciali. In quelle zone a medio rischio di contagio, invece, viene chiesto alle persone di parlarne con il medico sull’eventualità o meno di poterle mantenere. La terza fascia, la più alta, è quella delle zone ad alto rischio (come gli ambienti sanitari, per esempio). In questo caso la mascherina viene ancora consigliata al chiuso.

Nel discorso dello Stato dell’Unione del presidente Joe Biden di ieri è stato indicato un uso facoltativo. Nessun dovere (se non per chi è stato esposto al virus) ma le persone hanno potuto scegliere se indossarla o meno perché l’area di Washington Dc viene considerata a basso rischio dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie.

La nuova indicazione però, si sta scontrando con abitudini che ormai si stanno radicando nelle comunità. A dimostrarlo è un sondaggio condotto tra i genitori dei ragazzi californiani che ha dimostrato che il 75% di loro sarebbe a favore su una proroga dell’obbligo a scuola. 

In Italia la posizione è più prudenziale. Lo stesso presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, ha indicato come sia «raccomandabile» farla continuare ad indossare «almeno negli ambienti chiusi, laddove dovessero esserci delle forti aggregazioni», anche perché resta la preoccupazione di una ripresa di vigore dei contagi per il prossimo autunno. Tra le ipotesi, dunque, il ritorno all’uso della mascherina chirurgica e un allentamento dell’uso delle Ffp2. Tutto dipenderà, però, dall’andamento della pandemia e dei contagi Covid.

 

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