Stanlio e Ollio, spunta l’auto-doppiaggio di «Ladroni»- Corriere.it

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di Maurizio Porro

Pochi sanno che i due attori facevano da s il doppiaggio in tutte le lingue. A Pordenone un frammento sopravvissuto della loro versione

Una sorpresa, tra il muto e il sonoro, per i molti amici italiani di Stanlio e Ollio alle Giornate del cinema muto di Pordenone in svolgimento fino all’8 ottobre. Pochi sanno che il buffo linguaggio, storpiato, dalle intonazioni improbabili di Stan Laurel e Oliver Hardy, i cui principali doppiatori in Italia furono Mauro Zambuto (che poi otterr una cattedra di fisica teorica a New York) e Alberto Sordi (che partir per la fama con Fellini) deriva dal fatto che in origine i due attori si doppiavano da soli in tutte le lingue dei mercati stranieri dove uscivano i loro popolarissimi film, idea del famoso produttore Hal Roach, quando il doppiaggio non era ancora una tecnica perfezionata.

Cos i protagonisti parlavano oltre all’inglese, il francese, il tedesco, lo spagnolo e l’italiano, prima che a met anni 30 intervenissero le voci italiane, prima di Carlo Cassola e Paolo Canali, dal ’34 al ’37; indi di Zambuto-Canali nel ’37 e ’38; infine di Zambuto e Sordi (che faceva Hardy) fino al ‘46, con incursioni anche nelle varie edizioni di titoli famosi come Allegri eroi, I fanciulli del West, Fra Diavolo, Noi siamo le colonne, di altri doppiatori come la coppia Elio Pandolfi-Pino Locchi, Fiorenzo Fiorentini e Carlo Croccolo, Enzo Garinei e Ariani, mentre a teatro nel variet l’imitazione migliore era della coppia Campanini-Dapporto. Quando i due attori si doppiavano da soli era un vero tour de force che li costringeva a leggere le battute sul gobbo storpiando nelle diverse lingue la pronuncia e gli accenti ed aggiungendo cos gag sonore a gag visive, imposte cos anche ai loro doppiatori.

Certo oggi dei film girati in italiano da Laurel e Hardy non c’ traccia, ma alle Giornate ci sar un elemento sopravvissuto della versione italo americana di Ladroni, del 1930, cio l’americano Night owls di James Parrott, sceneggiato da Leo McCarey, in edizione ridotta di 15’, ricostruito sulla base dell’edizione spagnola anche per l’assonanza delle due lingue.

La lunga ricerca presso musei, cineteche e collezionisti che fa parte del progetto del recupero digitale delle edizioni italiane, ha permesso di ritrovare una copia in cui si potr sentire in una battuta ispano-italiana la voce di Oliver Hardy, pezzo di una registrazione del film avvenuta nell’agosto ’30. Per la prima volta nei titoli di testa il famoso leit motiv Cuckoo song, mentre curioso che il direttore della fotografia del film sia George Stevens, che poi diventer grande regista due volte Oscar di film come Un posto al sole, del Cavaliere della valle solitaria e del Gigante, l’ultimo film di Dean.

1 ottobre 2022 (modifica il 2 ottobre 2022 | 09:29)

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