Sono passati quasi tre anni dalla tragica notte del 30 agosto 2023, quando cinque operai, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Giuseppe Saverio Lombardo, Giuseppe Aversa e Kevin Laganà, persero la vita lavorando sui binari alla stazione di Brandizzo. E quasi un anno da quando nello scorso luglio erano state chiuse le indagini a carico di 24 indagati, 21 persone e tre società. 

 

La richiesta di rinvio a giudizio

Ora, dopo mesi di ritardi e difficoltà nell’accesso agli atti della maxi inchiesta,  la procura di Ivrea ha depositato la richiesta di rinvio di giudizio. Le accuse, a vario titolo, sono di omicidio e disastro ferroviario colposo. Spetta al giudice per le indagini preliminari fissare la data per l’udienza. Le società indagate sono Rfi, committente dei lavori, la Clf di Bologna, che aveva ottenuto l’appalto, e poi la Sigifer, la ditta per la quale lavoravano i cinque operai.

 

Indagata tutta la catena dei responsabili

E poi ci sono i vertici delle cinque aziende, tra cui due ex amministratori di Rfi, e tutta la filiera dei dirigenti responsabili della circolazione ferroviaria quella notte. E infine Antonio Massa e Andrea Gerardin Gibin che nella notte del disastro erano sui binari assieme alle vittime: loro avevano il coordinamento dell’intervento di manutenzione e avrebbero permesso di fare i lavori sui binari anche se la circolazione dei treni non era stata interrotta.

 

Omissioni e negligenze: le ipotesi degli inquirenti

Ma secondo gli inquirenti, c’è molto di più. Perché l’ipotesi è che fosse una prassi consolidata quella di lavorare scavalcando norme e procedure, saltando controlli e autorizzazioni, lungo una catenza di omissioni e negligenze che da Brandizzo arrivava fino a Roma

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