Studente ucciso in classe a La Spezia, oggi i funerali e il lutto cittadino

Oggi La Spezia, i compagni di scuola e i familiari, salutano per l’ultima volta Youssef Abanoub Safwat Roushdi Zaki, ragazzo di 18 anni ferito mortalmente dalla coltellata inferta dal compagno di scuola Zouhair Atif, venerdì scorso, all’interno dell’Istituto tecnico Einaudi-Chiodo. Il sindaco Pierluigi Peracchini ha proclamato per oggi il lutto cittadino. 

La cerimonia inizia alle 14 presso l’obitorio della Spezia. Da qui è atteso il corteo funebre che accompagnerà il feretro fino alla Cattedrale di Cristo Re, dove alle 15 verrà celebrato il funerale, con la messa officiata in lingua italiana e in lingua araba. Al termine della celebrazione, il feretro verrà accompagnato per la sepoltura presso il Cimitero dei Boschetti. 

Molti gli studenti che hanno deciso di non entrare a scuola. Con una delibera del Consiglio d’istituto adottata lunedì 19 gennaio, l’istituto superiore ha stabilito che non verranno computate le assenze per gli studenti che, nei giorni 20, 21, 22 e 23 gennaio, non si dovessero sentire ancora pronti al rientro a scuola

Intanto l’esito dell’autopsia, effettuata nelle scorse ore sul corpo del giovane studente, ha stabilito che a procurargli la morte è stata un’unica coltellata, inferta con violenza e precisione, che ha attraversato diversi organi vitali. Un unico colpo al costato che ha lesionato in modo irreversibile fegato, milza, diaframma e polmone, provocando un’emorragia interna massiva e l’arresto cardiaco.

Il gip del tribunale della Spezia ha confermato la custodia cautelare in carcere per Zouhair Atif, il 19enne che ha sferrato la coltellata mortale.

Lutto cittadino anche ad Arcola, dove vive Atif

Giorno di lutto di cittadino anche ad Arcola, il terzo comune per abitanti della provincia della Spezia dopo il capoluogo e Sarzana, nel giorno dei funerali di Abanoub. Ad Arcola risiede la famiglia di Zouhair Atif, il suo assassino reo confesso. La sindaca Monica Paganini ha pubblicato mercoledì sera una nota per chiedere maggiori risorse per gli enti locali sul sociale. “Sono volate tante parole. Troppe. E tanta propaganda. A me rimane tanta, tanta, tanta rabbia -scrive la prima cittadina -. Rabbia che mi fa esprimere con ancor più emozione la vicinanza alla famiglia, agli amici, alla scuola di Abanoub. Rabbia di fronte all’abisso che fa esplodere un ragazzo di 19 anni contro un coetaneo. Il mio comune con oltre diecimila abitanti su un territorio di 16 km quadrati, e un preoccupante grado di povertà statisticamente provata, ha bisogno di risorse aggiuntive per fare la sua parte”. Le richieste della sindaca sono “450mila euro all’anno per 4assistenti sociali in più, 2 psicologi e 6 vigili in più. Trecentomila euro per sostegno alla genitorialità. Presidio territoriale della salute con tre medici e sei infermieri di prossimità per ogni 5000 abitanti. Quattrocentomila euro per supporto agli affitti. Un milione una tantum per ristrutturare dieci case popolari. Trecentomila euro per aprire un centro di aggregazione adolescenti. Trecentomila euro per sostenere il potenziamento degli educatori a scuola. Duecentomila euro per sostenere i minori affidati al Comune. Duecentomila euro per sostenere gli anziani indigenti. Novecentomila euro per tre asili nido. Trecentomila euro per gli scuolabus. Questi sono numeri veri e appena sufficienti che servono ad un comune come il nostro per affrontare prevenzione e supporto concreto verso i suoi cittadini”. 

Gip contesta omicidio aggravato dai futili motivi

Secondo quanto appreso, il giudice ha indicato il reato di omicidio aggravato dai futili motivi e non avrebbe ancora preso in considerazione l’aggravante della premeditazione per aver portato il coltello a scuola, a carico del 19enne Zouhair Atif.    

Violenza nella “dieta mediatica” dei ragazzi. 6 su 10 favorevoli a metal detector a scuola (Leggi l’approfondimento su Rainews.it)

Parla il cugino del ragazzo ucciso: “È stato omicidio programmato, Atif dovrebbe essere rimpatriato con la sua famiglia”

“E’ stato un omicidio programmato, il killer è una persona matura che riesce a ragionare, l’unica pena che io ritengo sia giusta è l’ergastolo e se uscisse lo dovrebbero rimpatriare, con tutta la sua famiglia, come esempio”. Lo ha detto Kiru Attia, cugino del ragazzo accoltellato. Il giovane è stato intervistato dalla trasmissione Ore 14 in onda su Rai 2 e condotta da Milo Infante.   

“Aba cercava di aiutare gli altri, dava priorità al prossimo, cercava di aiutare in casa, gli dispiaceva che tutti lavorassero in famiglia e lui no e così ogni tanto nelle sue poche ore libere scendeva a fare il cameriere nel ristorante sotto casa – ha raccontato Attia -. Quando ho saputo quello che era successo ho pensato per prima cosa che un gesto del genere era molto prevedibile, poteva succedere a chiunque, dato il tipo di scuola che frequentava e dai soggetti che sono iscritti, tutti sapevano che all’interno dell’istituto c’erano queste problematiche. Per chiunque esce col coltello – ha concluso – servono pene esemplari, anche se non uccidi nessuno”. 

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