“Non è una aggressione. Non è un’aggressione perché i protagonisti – due insegnanti e un gruppo di ragazzi – sapevano benissimo la causa di quei fatti”.

Queste le parole del professore protagonista del video diffuso nei giorni scorsi. Non vuole personalizzare la vicenda, per questo preferisce non mostrarsi. 

Io e il mio collega non siamo stati massacrati, nessuno dei ragazzi è riuscito a toccarmi, e dico a toccarmi, come si vede nel video. Infatti, verso la fine del video, io ricompaio assolutamente intonso. Il mio collega ha bloccato a terra un ragazzo, lo ha tenuto a terra per tutto il tempo e, benché si veda nel video un ragazzo usare una cintura – non un bastone – quando si è rialzato, mi ha letteralmente detto che non si è nemmeno accorto di avere subito quelle che il video e i commentatori hanno definito “frustate“.

Tutto è nato per un rimprovero durante la pausa pranzo a un ragazzo che aveva calciato una lattina colpendo un’auto. Non vuole sminuire il docente, ma non accetta che su fatti così gravi, che devono far riflettere sul piano educativo, si inneschi la polemica politica.

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