Sembrava una caduta accidentale, invece le indagini della polizia dicono che non fu un gesto volontario ma un omicidio che, aggravato dal vincolo della convivenza, in base alla recente legge del 2 dicembre 2025, è un femminicidio. Dafne Rebaudo, trovata morta il 13 luglio scorso in via dell’Archeologia 52 a Roma nel quartiere di Tor Bella Monaca, era precipitata dalla terrazza condominiale. Operato il fermo indiziario di delitto nei confronti di Mohamed Trabelsi di 40 anni, cittadino nordafricano. 

Gli investigatori, grazie ad una serie di testimoni che sono stati ascoltati e che hanno riferito di una violenta lite tra la vittima e il suo assassino sulle scale del palazzo dove i due vivevano, sono riusciti ad inchiodare il presunto killer alle sue responsabilità. Fondamentali per ricostruire le fasi precedenti del violento omicidio, dove il 40 enne avrebbe scaraventato di sotto la ragazza ,sono state le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza. L’indagato aveva reso versioni contrastanti sugli orari dei suoi spostamenti ed alcune incongruenze avevano insospettito chi indaga. Nello stabile, diverse persone ‘ostaggio’ dei pusher nordafricani che occupano parte degli appartamenti hanno collaborato, raccontando di frequenti litigi tra i due, rompendo il muro di omertà che avvolgeva la tragedia. Il giudice per le indagini preliminari emetterà, dopo la convalida, l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

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