Un nuovo episodio di presunto sabotaggio ha colpito nella notte la rete ferroviaria italiana, questa volta sulla linea Lecco-Tirano, arteria strategica che collega la Lombardia alla Valtellina, sede di alcune gare delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026.
Secondo quanto riportato, nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 2026, nei pressi di Abbadia Lariana (provincia di Lecco), una centralina di scambio è stata danneggiata da un incendio doloso. Sette cavi sono andati a fuoco per una lunghezza complessiva di circa 64 centimetri, con l’utilizzo – secondo le prime ricostruzioni – di un contenitore con liquido infiammabile, probabilmente una rudimentale bottiglia molotov.
La segnalazione del guasto è giunta alla sala circolazione di RFI nelle prime ore del mattino. Sul posto sono intervenuti immediatamente i tecnici delle Ferrovie, la Polfer (Polizia Ferroviaria) e personale della Questura di Lecco. Nel pomeriggio la Digos di Milano ha effettuato un sopralluogo, in vista dell’apertura di un fascicolo da parte della Dda milanese (Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo), competente per reati di questa natura. La sezione distrettuale terrorismo della Procura di Milano ha preso in carico le indagini, mentre per competenza territoriale è coinvolta anche la Procura della Repubblica di Lecco.
Gli investigatori hanno rinvenuto vicino ai cavi bruciati i resti di una bottiglia con tracce di liquido accelerante, nascosta tra la vegetazione a bordo linea. Al momento non risultano rivendicazioni ufficiali, anche se l’episodio si inserisce in un contesto di tensione già elevato intorno ai Giochi olimpici.
Rispetto ai sabotaggi avvenuti nei giorni scorsi, in particolare quelli del 7 febbraio a Bologna (dove sono stati colpiti sia la linea Alta Velocità che quella convenzionale con ordigni incendiari e cavi tranciati) e a Pesaro nelle stesse ore (incendio a una cabina elettrica sulla Bologna-Ancona), le modalità utilizzate ad Abbadia Lariana appaiono più rudimentali.
Quei precedenti attentati avevano provocato pesanti disagi alla circolazione, con ritardi e cancellazioni su scala nazionale proprio nel giorno successivo alla cerimonia inaugurale dei Giochi, e sono stati attribuiti da più fonti a matrice anarchica o antagonista, con analogie ai sabotaggi francesi del 2024 prima delle Olimpiadi di Parigi. In quei casi erano emerse rivendicazioni o endorsement su blog e siti di area estrema.
Invece, l’azione sulla Lecco-Tirano non ha causato alcuna interruzione del servizio: la circolazione verso la Valtellina (compresi i collegamenti verso località olimpiche come Bormio e Livigno) è proseguita regolarmente, senza ritardi o cancellazioni segnalati.
Le autorità hanno rafforzato i controlli lungo le infrastrutture sensibili legate ai Giochi, mentre resta alta l’attenzione su possibili collegamenti tra i vari episodi. Le indagini puntano a chiarire se si tratti di azioni isolate o coordinate, e se esista un filo comune con gli attentati della scorsa settimana.
Al momento, i tentativi di sabotaggio non hanno alterato lo svolgimento delle competizioni olimpiche, ma si alimenta i sospetti che l’evento sportivo sia diventato il bersaglio di proteste estreme.