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Terza dose, si può fare prima di 5 mesi (e quale regola per chi ha avuto il Covid)? Domande e risposte

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Variante Omicron – La terza dose è necessaria, il vaccino ci ha mostrato che è fondamentale per diminuire ospedalizzazioni e decessi legati alle infezioni da Covid-19, spiega Roberto Cauda, direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive del policlinico Agostino Gemelli. A lui abbiamo rivolto le domande più frequenti (FAQ) sulla nuova variante Omicron e la terza dose di vaccino. 


In uno scenario dove diventerà prevalente la variante Omicron quanto è importante fare la terza dose?
Come per le altre vaccinazioni: chiamiamolo richiamo perché serve a rinforzare e a consolidare la risposta protettiva. Nel caso del Covid 19 abbiamo osservato una progressiva diminuzione dell’immunità nei confronti dell’infezione anche se meno nei confronti della malattia grave. I dati raccolti in Israele che ha vaccinato la sua popolazione in tempi molto rapidi ci dicono che con questo terzo richiamo l’ immunità torna rapidamente elevata. 
 

Meglio  il vaccino Moderna o Pfizer?
E’ una domanda che mi fanno frequentemente. I dati sono assolutamente sovrapponibili. Non ci sono problemi di alcun tipo né in termini di efficacia né in termini di sicurezza. Anche la vaccinazione eterologa è sicura: mi riferisco alle persone a cui è stato somministrato AstraZeneca e Johnson durante il primo ciclo di vaccinazione. 

Ma la terza dose risponde alla variante Omicron?
Abbiamo i dati di Israele e degli Stati Uniti: la terza dose di vaccino anche se non espressamente costruita sulle nuove varianti (oggi abbiamo vaccini fatti sul virus di Wuhan: l’archetipo cinese) fornisce una buona protezione. Ma è necessario somministrare la terza dose per potenziare la risposta. Anche contro Omicron
 

Si può anticipare la terza dose? Si può fare prima dei cinque mesi?
Sì. L’Ema si è espressa per un intervallo di tre mesi. Gran Bretagna e Sud Corea hanno anticipato a tre mesi. Non ci sono problemi di efficacia nè di sicurezza. 
 

Chi è guarito dal Covid dopo aver già completato il primo ciclo di vaccinazione, deve fare la terza dose? 
Se una persona ha avuto l’infezione sviluppa  un’immunità naturale, e quindi è come se avesse fatto una terza dose. Questo vuol dire che non c’è necessità di farla in tempi brevi ma bisogna far passare un congruo periodo. Ripeto: non va fatta immediatamente, va fatta eventualmente a distanza. 

Come è potuto mutare così tanto il virus e perchè? 
I virus quando replicano fanno degli errori, delle mutazioni nel loro genoma virale. Quando coinvologono determinati punti del genoma possono acquisire vantaggi. Il vantaggio in questione consiste nel fatto che il virus è più trasmissibile. Faccio un esempio: è circolata in italia la variante  D614G che poi è stata soppiantata da Alfa che a sua volta è stata soppiantata da Delta. Il vantaggio biologico è la maggiore contagiosità delle successive varianti.
 

Omicron è più pericolosa?
Il vantaggio che ogni variante esprime è in termini di contagiosità. Non è mai successo fino a oggi che una variante portasse a un’infezione in termini clinici più forte delle altre. 
 

Quanto tempo impiega la terza dose a essere operativa? 
La risposta è quasi immediata. Quello che non sappiamo è quanto dura: non sappiamo se avremo bisogno di richiami periodici. 
 

Cosa bisogna osservare per capire il grado di severità che può comportare Omicron? 
Se Omicron circolerà anche in Italia si guarderà numero di contagi, numero di ospedalizzazioni e decessi. Sarà importante verificare se grazie ai vaccini non ci sarà un aumento di morti e nemmeno di ospedalizzazioni a fronte di un numero anche elevato di contagi. Ma è molto prematuro trarre conclusioni perché non abbiamo elmenti per farlo. Dobbiamo studiare quello che ci dicono i colleghi sudafricani e  inglesi: al momento dicono che è meno grave ma è un dato che va preso con cautela. 

In Italia com’è la situazione?
In Italia ci sono 6 milioni e mezzo di persone non vaccinate e poi abbiamo 2 milioni e mezzo di over 50 che potrebbero avere forme gravi. Un dato molto positivo è l’avvio della vaccinazione pediatrica che è sicura. Negli Stati Uniti sono stati vaccinati milioni di bimbi con i vaccini a mRna e anche in Cina con virus inattivato: i genitori lo devono considerare. La riuscita di questa campagna dipenderà da come se ne spiegherà l’importanza e l’Iss ha fatto un ottimo lavoro consultando pediatri ed esperti e mettendo a disposizione queste informazioni. Io ho molta fiducia negli organismi di controllo: Ema, Aifa e Fda. Se il vaccino è stato licenziato vuol dire che è sicuro.
 

Quando sapremo se è necessaria una quarta dose?
Israele è ha fatto da apripista nella ricerca scientifica con molti dati. Ha vaccinato la sua popolazione in tempi brevi. Così ha consentito di verificare la “waning immunity” cioè l’immunità discendente. In quel momento abbiamo scoperto che era necessario il terzo richiamo. Dobbiamo aspettare i dati per un’eventuale quarta dose.
 

Quando potremo dire di esserne fuori? 
Quando il virus diventa endemico e quindi non rappresenta più un pericolo. L’Oms ha dichiarato ufficialmente l’inizio della pandemia e ne decreterà la fine quando in nessuna parte del mondo per 40 giorni consecutivi non si registreranno più infezioni da Sars-Cov-2. Quella sarà la fine della pandemia.  Dobbiamo guardare le cose in modo globale: usciamo dai nostri confini, guardiamo a quelle zone del mondo molto popolate come L’Africa dove le persone vaccinate sono poche e quindi c’è un alto rischio di varianti. 

Sono in attesa della terza dose cosa devo evitare?
Bisogna evitare di contagiarsi. Io consiglio la mascherina anche all’aperto, eviterei i posti affollati, gli assembramenti e visto che stiamo andando incontro alle feste eviterei cene troppo numerose. 
 

E le mascherine? Quali usare? 
La Ffp2 protegge di più: usatela quando state al chiuso a lungo. In generale se tutti usano la mascherina chirurgica siamo protetti. Non dimentichiamoci l’igiene delle mani e la distanza: più di un metro. Gli americani raccomandano una distanza di “six feet” che è circa 1 metro e 80. 

Gli ambiti di ricerca più interessanti in questo momento quali sono?
il 9 gennaio scorso i cinesi ci hanno messo a disposizione le sequenze del virus: grazie a quelle informazioni abbiamo avuto i vaccini. Ma è un percorso trainato da una ricerca decennale: la tecnologia del vaccino mRna risale agli anni 90. Questo per dire che i vaccini non sono sperimentali, non sono stati sviluppati “di corsa”. Quello che abbiamo ottenuto  è stato grazie alla ricerca scientifica. Il Covid ha fatto disastri ma ha insegnato tante cose anche sulle prossime, eventuali pandemie.  Un esempio?  Preservare l’habitat degli animali selvatici, che oggi si è ridotto, per prevenire il contatto con gli uomini. Poi c’è uno scenario specifico legato ai vaccini: ci sono i nuovi, Valneva sviluppato grazie a una tecnologia ultracollaudata  che è quella del virus Sars-Cov-2 inattivato (come il vaccino contro l’influenza), c’è il Novavax che non è un vaccino genico ma proteico. Tutti questi preparati potranno essere utili specialmente per i prossimi richiami.  E poi c’è il versante dei vaccini ancora in sperimentazione: quello inalatorio (tipo spray nasale) o quello per bocca. Questi potrebbero attivare anche una risposta immunitaria nelle prime vie aeree oltre alla risposta sistemica. Il che potrebbe rivelarsi utile per  ridurre non solo il rischio di malattia grave ma anche di infezione. 

Stefania Piras

 

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