HomeSalute«Test valido dopo 48 ore dai sintomi»

«Test valido dopo 48 ore dai sintomi»

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È facilmente sovrapponibile e si presta alla confusione, del resto i sintomi sono pressoché gli stessi: febbre alta, dolori muscolari, mal di gola. Si pensa sia influenza e invece è Covid-19. La variante Omicron-2 da settimane sta circolando con maggiore virulenza e il numero dei casi – nonostante da qualche giorno i nuovi positivi siano in diminuzione – lo ha dimostrato. Ma succede anche che, come sottolineano i medici di famiglia, diversi positivi sfuggano al controllo in ragione di un “ritardo” sulla diagnostica. Capita in sostanza che una persona con febbre alta e mal di gola decida il medesimo giorno in cui compaiono i sintomi di fare un tampone rapido dal medico, in farmacia o a casa con i kit “fai-da-te”. Ebbene, la provetta dà esito negativo: quel paziente con i sintomi che possono essere tanto riconducibili all’influenza quanto al Sars-Cov-2 non è positivo al Covid-19. In realtà lo è eccome ma lo scoprirà soltanto dopo 36-48 ore sempre che, preoccupato, si sottoponga ad un nuovo tampone. 


 

 

L’andamento

«In questi giorni – spiega Alberto Chiriatti, vice segretario regionale della Fimmg, la Federazione italiana medici di medicina generale – stiamo assistendo a questo fenomeno, ovvero pazienti con sintomatologia acclarata da Covid-19 che risultato negativi in prima battuta ad un test rapido ma che invece sono positivi dopo un secondo test anche a distanza di 48 ore e più generalmente possiamo dire che 9 casi su 10 di chi pensa abbia preso l’influenza si dimostra poi positivo al coronavirus». La casistica è ampia e la confermano anche i farmacisti che nell’ultimo mese hanno registrato un aumento di tamponi. «Rispetto a febbraio sicuramente c’è un ritorno alle verifiche con una crescita di test di almeno il 20% – spiega Alfredo Procaccini, vice presidente vicario di Federfarma – ed è anche vero che c’è un fenomeno di falsi negativi ma perché Omicron 2 è più difficile da scovare nelle vie aeree: è più in profondità e dunque anche i tamponi devono essere fatti con estrema attenzione». In sostanza la nuova variante è più difficile da scovare e non appare subito all’insorgenza dei primi sintomi. «Il dato preoccupante – conclude Chiriatti – è che un falso negativo crede di avere l’influenza e se non si riguarda e non si sottopone a ulteriori verifiche rischia di contagiare vicini, familiari e colleghi giacché abbiamo visto l’alta trasmissibilità del virus in Omicron 2».

 

 

 

La giornata

Ieri i casi nel Lazio erano scesi: 4.418, quasi 3 mila in meno sul giorno precedente ma nel fine settimana il calo è fisiologico anche in ragione del minor numero di tamponi processati. Salgono invece i ricoveri ordinari, 1.158 totali (21 in più su domenica). Non si tratta solo di nuovi ingressi ma anche di trasferimenti di pazienti da un reparto a quello Covid.

 

 

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