«The Land of Dreams» Musical made in Italy- Corriere.it

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di Stefania Ulivi

Il film con Edoardo Pesce in programma a Alice nella citt, alla Festa di Roma. La sfida di Abbatangelo Credo in una nostra via al genere hollywoodiano

Venti giorni di prove nei teatri di posa Nu Boyana, sette settimane di riprese. Un cast chiamato a ballare, cantare e recitare in inglese con il supporto di coreografi e coach. Un budget, oltre cinque milioni di euro, superiore a quello di un’opera prima. Si intitola The Land of Dreams, l’esordio nel lungometraggio di Nicola Abbatangelo — in programma il 18 ottobre a Alice nella citt e dal 10 novembre al cinema con 01 —, un musical made in Italy ma ambientato nella New York del 1922. Protagonista Eva (Caterina Shulha), immigrata italiana che lavora come lavapiatti nelle cucine di un locale alla moda, il Cho Cho Train e sogna di diventare cantante. Ama, ricambiata, un reduce della I guerra mondiale, il pianista Armie (George Blagden), ma tra i due si intromette Clemente, un boss mafioso con ambizioni politiche. Sono cresciuto con la passione per questo genere — racconta Abbatangelo, studi di cinema alla New York University —, il mio primo cortometraggio, Beauty, era gi un musical ambientato in una Londra dickensiana. Penso che ci sia spazio per una nostra via a un genere che l’evoluzione dell’opera, del bel canto, che abbiamo esportato nel mondo. E che Hollywood ha fatto suo. Certo. In teatro, ormai i musical sono diventati molto popolari. Facciamolo anche con il cinema. Una scommessa ardita. Sono tanti i nostri attori che non vedono l’0ra di mettersi alla prova cantando e ballando. Qui lo fanno, tra gli altri, Stefano Fresi, Marina Rocco, Paolo Calabresi, anche Carla Signoris in un cammeo.

Tradizione nobile

E Edoardo Pesce, il villain della storia. Un invito a nozze — conferma —. Mi piace cantare, l’ho fatto in passato con regolarit, ora quando ho tempo con una band di amici, l’Orchestraccia. Una voce con un tocco blues, dice il regista. Il mio personaggio viene da una famiglia di macellai italo-americani, che punta, con mezzi anche illegali, a diventare sindaco. stato divertente recitare in inglese, mi sono salvato perch ho l’accento italoamericano, non proprio british. E faccio anche un balletto. Un’occasione da ripetere, dice l’attore. Se ne dovrebbero fare di pi di musical, in teatro abbiamo una tradizione nobile, da Garinei e Giovannini. Per dire, a me piacerebbe farne uno pe raccontare Roma, ho scritto anche un paio di pezzi. Che ci sia voglia di musical, non c’ dubbio. Il 13 ottobre arriver su Prime, prodotto da Eagle Pictures, Backstage. Dietro le quinte diretto da Cosimo Alem,un dance movie girato dentro al Teatro Sistina, con giovanissimi esordienti di talento. Una sorta di contrappasso della tendenza sempre pi diffusa di cantanti e musicisti di misurarsi come attori in film di finzione. Elodie, Emma Marrone, Michele Bravi, Casadilego (che vedremo sempre a Alice al suo esordio comne attrice in My Soul Summer di Fabio Mollo). Mettere in piedi The Land of Dreams — continua il regista — stato pi facile del previsto. Dopo il corto Beauty che mi ero prodotto da solo, ho trovato l’interesse di Marco Belardi. C’ molta sete di fare progetti diversi. Anche tra gli attori. Abbiamo fatto casting tra Italia, Inghilterra e Bulgaria. Sono un gruppo eterogeno. Alcuni come Stefano Fresi, nascono musicisti. Altri come Caterina si sono messi alla prova con entusiasmo. George Blagden ha recitato in Les Misrables di Tom Hooper, ha una voce pazzesca. A firmare le musiche del film, prodotto da Lotus con Rai Cinema, e 3 Marys Entertainment Fabrizio Mancinelli. Lui ha collaborato alla colonna sonora di Green Book. Abbiamo la stessa idea del ruolo della parte cantata nel film. Deve emergere in modo naturale, non una serie di stacchetti musicali, ma una progressione spontanea di emozioni. Proprio come accade in Moulin Rouge di Baz Luhrmann o Les Misrables.

12 ottobre 2022 (modifica il 12 ottobre 2022 | 21:10)

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