
L’allarme si era diffuso di pari passo con le notizie circolate via chat fra gli studenti di diversi istituti della zona di Chiaia, nel centro di Napoli. Il contagio di almeno tre ragazzi, affetti da meningite, ha fatto scattare tutti gli approfondimenti necessari per capire se – tra i casi censiti – vi fosse una correlazione che potesse suggerire un contagio diretto.
A distanza di poche ore, il chiarimento dell’azienda ospedaliera dei Colli, cui fa capo l’ospedale Cotugno di Napoli, specializzato in malattie infettive. I pazienti affetti da meningite ci sono – uno soltanto è in rianimazione, gli altri due in reparto – ma i loro contagi “non sono riconducibili ad un unico ceppo infettivo”. Anzi: gli esperti parlano di “diverse matrici patogene”.
Insomma, se è vero che fra i tre ragazzi c’è “un legame di conoscenza” – spiega una nota – e le loro condizioni cliniche sono “stazionarie”, è pur vero che “l’assenza di correlazione cronologica tra le insorgenze non suggerisce l’ipotesi di una catena di contagio diretta. I pazienti sono ad ogni modo in fase di valutazione clinica e il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl sta completando i protocolli di screening e sorveglianza previsti”.
Dunque nessun focolaio di meningite e “l’incidenza rientra nei flussogrammi stagionali attesi, in particolare alla luce del brusco cambio di temperature”.