Donald Trump stanotte alle 3.00 ora italiana, tornerà a parlare alla nazione (Rainews.it lo trasmetterà in diretta) e sceglie di sparigliare le carte. Nonostante i dossier caldi del carovita e delle tensioni con l’Iran stiano agitando l’elettorato, il presidente ha deciso di concentrare il suo ultimo atteso discorso su un tema sensibilissimo: l’integrità delle elezioni in vista delle cruciali elezioni di metà mandato a novembre. La mossa punta a riaccendere i riflettori sul Save America Act, la riforma elettorale attualmente bloccata in Senato che mira a limitare fortemente il voto postale e a introdurre l’obbligo di presentare un documento d’identità alle urne.

La scelta strategica del presidente ha sollevato un polverone a Capitol Hill e all’interno dello stesso Grand Old Party. Molti repubblicani temono infatti che insistere sulla teoria delle “elezioni rubate” del 2020 possa rivelarsi un autogol, allontanando gli elettori moderati e sminuendo la reale portata di problemi quotidiani come l’inflazione. I numeri del resto mostrano un quadro complesso per la Casa Bianca, con l’ultimo sondaggio Washington Post-Ipsos che certifica un tasso di gradimento generale per Trump fermo al 37%, dato che crolla al 33% sulla gestione economica e addirittura al 29% per le tensioni geopolitiche con l’Iran.

Molti repubblicani temono infatti che insistere sulla teoria delle “elezioni rubate” del 2020 possa rivelarsi un autogol”

Dietro le quinte si consuma così uno scontro totale sulla linea comunicativa. Da una parte l’ex stratega Steve Bannon spinge per riscaldare la base fedele al grido di “elezioni sicure”, convinto che sia l’unica chiave per mobilitare i conservatori a novembre. Dall’altra, l’ala moderata dei repubblicani fa muro e chiede a gran voce che il presidente si concentri sul carovita e sull’economia, nel disperato tentativo di arginare quella che molti già definiscono come una possibile e preoccupante valanga democratica alle porte.

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