Un piatto di pesci che Pierre-Auguste Renoir ha dipinto verso la fine della sua vita, una delle rare presenze dell’impressionista in una collezione permanente in Italia. E poi un’altra natura morta con una tazza e un piatto di ciliegie realizzata da Paul Cézanne, nel 1890.

Infine, una delle odalische disegnate da Henri Matisse, adagiata su una terrazza dove si uniscono il fascino dell’Oriente e i colori della Costa Azzurra. Sono i tre quadri, opere dal valore milionario, rubati nella notte tra il 22 e il 23 marzo dalla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, nella campagna parmense.

Esposti e conservati nella Villa dei capolavori di Luigi Magnani, nella sala dei francesi al primo piano, sono stati rubati da una banda di ladri professionisti, entrata forzando un portone e ci sarebbero video che li ritraggono col volto coperto o incappucciato. L’azione, ha spiegato la stessa Fondazione, è durata meno di tre minuti e si è svolta in modo tutt’altro che estemporaneo, “bensì nell’ambito di un contesto strutturato e organizzato”. Con “evidente suddivisione funzionale pianificata delle gravi condotte illecite, peraltro non portate a termine per l’entrata in funzione dei sistemi di protezione e grazie al prontissimo intervento della sicurezza interna, dei carabinieri e dell’istituto di vigilanza ai quali vanno i più sinceri ringraziamenti per coraggio e tempestività”.
Sul furto d’arte, uno dei più importanti messi a segno in Italia negli ultimi anni, sono infatti in corso serrate indagini dei carabinieri di Parma e del nucleo tutela patrimonio culturale di Bologna, coordinati dalla Procura. La notizia è rimasta riservata una settimana e il museo è rimasto regolarmente aperto, anche oggi, al pubblico.

I dipinti, ‘Les Poissons’ di Renoir – olio su tela (1917), ‘Tasse et plat de cerises’ di Cézanne – acquerello (1890) e ‘Odalisque sur la terrasse’ – acquatinta su carta (1922) di Matisse – fanno parte della ricca collezione di una delle più importanti istituzioni artistiche italiane. Critico, musicologo e scrittore, Luigi Magnani (1906-1984) ha messo insieme nel corso della sua vita opere di grandi come Tiziano, Dürer, Rubens, Goya, Canova, Monet, Burri e una delle più significative raccolte di lavori di Giorgio Morandi.

Immersa nella campagna parmense, la dimora si presenta con arredi neoclassici e impero, è circondata da un Parco Romantico con piante esotiche, alberi monumentali e i pavoni bianchi e colorati, emblema del movimento simbolista. Proprio a ‘Il Simbolismo in Italia. Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883-1915’ è dedicata la mostra, con più di 140 opere, in corso alla Fondazione Magnani-Rocca fino al 28 giugno.

In questi anni sono state tante e importanti le esposizioni ospitate, così come collaudate sono le collaborazioni avviate nel tempo con altre istituzioni museali in Europa e nel mondo.

Per esempio i cinquanta Morandi sono stati prestati per una mostra a New York, alla David Zwirner Gallery, all’inizio del 2025. Mentre per i 150 anni dell’Impressionismo, alla fine del 2024 è stata ospitata ‘La Promenade’ di Renoir, uno dei quadri più affascinanti dell’artista francese e forse di tutto il suo movimento artistico.

Il dipinto proveniva dal Paul Getty Museum di Los Angeles e si andava ad aggiungere, per un periodo, ai due Renoir della collezione permanente, testimoni della stagione più matura del pittore: ‘Paysage de Cagnes’ e, appunto, ‘Les poissons’.

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