Un robot, invece che una persona, ha scortato oggi la first lady americana alla Casa Bianca, per la prima volta nella storia. Melania Trump ha presentato un umanoide capace di camminare e parlare, in occasione del vertice della ‘Fostering the Future Together Global Coalition’ (‘Coalizione globale per costruire insieme il futuro’), lanciando anche i robot dotati di intelligenza artificiale come potenziali educatori “personalizzati” per i bambini americani, da impiegare direttamente nelle loro case.

Non solo l’IA è in grado di condividere la vastità e la profondità di conoscenze, ma può anche aiutare i bambini a sviluppare “un pensiero critico profondo e capacità di ragionamento autonomo”, ha aggiunto la first lady, seduta accanto all’omologa francese Brigitte Macron e ad altri coniugi di leader mondiali, nell’ambito di un’iniziativa che è parte di una serie di eventi organizzati dalla Casa Bianca e incentrati sull’intelligenza artificiale. “Assumerà la forma degli esseri umani. Molto presto, l’IA passerà dai nostri telefoni cellulari agli umanoidi in grado di offrire un’utilità concreta. Poiché il nostro ambiente è progettato per le persone, i modelli umanoidi sono particolarmente adatti a muoversi e operare nel nostro mondo. Si integrano perfettamente – ha aggiunto Melania -.Immaginate un educatore umanoide di nome Platone. L’accesso agli studi classici diventa ora istantaneo: letteratura, scienze, arte, filosofia, matematica e storia”.

Colossi tecnologici come Meta, Microsoft, OpenAI, Google, Zoom e Adobe sono catalizzatori, ha ricordato la first lady, che ha messo però in guardia sulla sicurezza della prossima generazione che “è sempre di primaria importanza” e che “l’ottimismo deve essere ponderato con cautela”. Le sue valutazioni, tuttavia, sono maturate appena poche ore dopo che una giuria di Los Angeles ha ritenuto Meta e YouTube responsabili di aver creato prodotti che hanno indotto comportamenti dannosi e di dipendenza nei giovani utenti: una sentenza storica che potrebbe stabilire un precedente legale per accuse simili mosse contro i colossi dei social media.

 

Condividere.
Exit mobile version