L’orrore si è consumato in strada, sotto gli occhi increduli dei residenti e le urla della vittima nello strenuo tentativo di divincolarsi dal suo aguzzino.

E’ quanto accaduto due giorni fa ad Avezzano, centro abruzzese in provincia dell’Aquila dove un 21enne di origine egiziana, ma residente a Tagliacozzo, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata dalla minorata difesa della vittima e dalla minore età. Ad incastrarlo la reattività di una donna che, affacciata dalla finestra, ha immediatamente chiamato i carabinieri e poi filmato l’atrocità, consentendo ai militari di avere anche le prove degli abusi.

E’ venerdì sera quando in una zona appartata dell’area nord di Avezzano una residente affacciata al balcone si rende conto che qualcosa in strada non va. Una giovane, in evidente stato di choc e sotto l’effetto di alcol, viene bloccata e abusata da un ragazzo poco più grande di lei. La costringe a terra, sotto lo sguardo incredulo di quella donna che dal balcone decide di comporre il 112 e avvertire i carabinieri. Ma non solo, con lo stesso smartphone registra sul telefonino quei momenti, consegnando poi il video nelle mani degli stessi militari.

Giunti sul posto non molto distante da un asilo nido, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Avezzano e della stazione di Trasacco riescono a bloccare e arrestare il 20enne, fino ad allora incensurato. L’uomo, secondo l’accusa, avrebbe approfittato dello stato di alterazione della 16enne, come contestato dalla stessa procura di Avezzano. Il 20enne è stato poi trasferito nel carcere cittadino in attesa dell’udienza di convalida che, con ogni probabilità, si terrà lunedì prossimo.

La vittima è stata affidata alle cure dei medici del pronto soccorso che l’hanno dimessa certificando i traumi compatibili con l’abuso sessuale. Gli abiti di entrambi, sia della studentessa che del suo aggressore, sono stati sequestrati e messi a disposizione del pubblico ministero Luigi Sgambati titolare dell’inchiesta.

L’amministrazione comunale, attraverso il neo rieletto sindaco Giovanni Di Pangrazio, si stringe attorno alla ragazza e alla sua famiglia e chiede il “pugno duro” da parte dello Stato che – sostiene – “deve assumersi la responsabilità di fermare episodi di questo tipo e non può scaricarli sulle città”. “Non si può lasciare che persone, spesso senza fissa dimora, agiscano indisturbate – sono le parole di Di Pangrazio -. Siamo di fronte a un episodio che richiede la massima attenzione e una risposta ferma. Qualora le responsabilità venissero accertate, l’autore di un gesto tanto grave dovrà risponderne senza alcuna indulgenza”. 

Condividere.
Exit mobile version