un’eroina civile con la passione per la politica- Corriere.it

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di Emilia Costantini

Il 25 aprile su Rai 1 in prima serata va in onda «Tina Anselmi. Una vita per la democrazia». Protagonista Sarah Felberbaum con la regia di Luciano Manuzzi

È una studentessa di 16 anni Tina Anselmi quando, nel 1944 a Bassano, insieme a un gruppo di compagni, si ritrova davanti a 31 uomini impiccati dai tedeschi. Una visione atroce e al tempo stesso determinante perché quella ragazza, che come tutti alla sua età coltiva i sogni dell’adolescenza, assume improvvisamente una coscienza da adulta: capisce che, per cambiare quel mondo di orrori, non ci si può limitare a guardare, occorre agire.

Sono queste le prime immagini del film-tv Tina Anselmi. Una vita per la democrazia, prodotto da Angelo Barbagallo, in onda su Rai 1 in prima serata il 25 aprile. Protagonista Sarah Felberbaum, con la regia di Luciano Manuzzi, sulla base del soggetto della scrittrice Anna Vinci e con la sceneggiatura di Monica Zappelli. «Un’altra importante figura femminile, un’eroina civile che rientra nell’insieme di donne speciali cui stiamo dedicando spazio – afferma la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati – Ho avuto modo di incrociarla quando facevo la giornalista e ho subito capito la sua capacità politica di andare incontro alle persone: un mix di empatia e generosità, mantenendo il rigore che le derivava dal suo Castelfranco Veneto».

Partigiana, ostinata sindacalista in difesa delle operaie e soprattutto prima donna ministra del Lavoro in Italia nel 1976, poi Presidente della commissione di inchiesta sulla loggia massonica P2. «Se vuoi cambiare il mondo devi esserci», diceva Anselmi, misurandosi con un mondo politico affollato di uomini. Un personaggio sotto certi profili anche scomodo. «Per Tina era importante che l’idea diventasse azione – interviene Vinci, autrice di due libri su Anselmi, di cui era amica – Detestava i tradimenti, non sopportava le persone che venivano meno alla parola data. la cosa più bella di Tina è che ha mantenuto il suo essere capocciona e dispettosa, disciplinata e ribelle … L’Italia ha un grande debito verso questa donna che, forse non a caso, veniva chiamata “mina vagante”».

Nel cast anche Gaetano Aronico (Aldo Moro), Enrico Mutti (Benigno Zaccagnini), Antonio Piovanelli (Sandro Pertini) e Sara D’Amario è Nilde Iotti. «Fu Iotti, comunista, a proporre a Tina di presiedere la Commissione P2 – rivela Vinci – Inoltre, quando firmò la legge sull’interruzione di gravidanza, pur se non d’accordo, incontrò molti esponenti del clero che le chiedevano di non firmare. Ma lei rispondeva di essere una donna della democrazia. E dopo tutto quello che ha fatto, la Democrazia Cristiana le tolse il suo storico seggio. Lei ha accettato la scelta del partito, ma ne ha sofferto in silenzio».

L’attrice Sarah Felberbaum esordisce emozionata: «Non avrei mai creduto di poter interpretare Tina Anselmi. Ho letto e studiato tantissimo, perché ho sentito immediatamente la responsabilità di questo ruolo. Questo film può insegnare alle nuove generazioni che la battaglia per la parità va avanti da tantissimi anni e non è questo il momento di fermarsi. Inoltre, è la prima volta che mi viene affidato un personaggio importante, in cui posso mostrare così tanto di me, senza che abbia nulla a che fare con l’aspetto fisico. La scena più difficile? Il racconto intorno al rapimento di Moro».

17 aprile 2023 (modifica il 17 aprile 2023 | 20:58)

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