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Vaccinati e positivi al Covid, ecco quando si può tornare a donare il sangue

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Donare sangue è un gesto di solidarietà importante. Ma se abbiamo appena superato il Covid, possiamo farlo? Sì, ma è necessario aspettare due settimane. I donatori sanno bene che si possono dare le sacche di plasma solo se si è in buone condizioni di salute: si tratta di una regola che vale anche per chi ha un raffreddore o un mal di gola.


 

Se si è positivi al Covid si può essere riammessi alla donazione dopo 14 giorni dalla risoluzione dei sintomi (escludendo la perdita di gusto e olfatto che potrebbe perdurare per settimane), o un test molecolare o antigenico negativo. Se si è avuto un contatto stretto con un positivo o si torna dall’estero, bisogna donare solo dopo aver superato le misure di sicurezza previste dalle disposizioni del momento (quindi, la quarantena o i test antigenici o molecolari).

 

 

 

Donazione sangue, lo studio

 

Un lavoro statunitense pubblicato lo scorso anno sulla rivista scientifica Transfusion ha dimostrato che il rischio di trasmissione di Sars Cov-2 attraverso la trasfusione di sangue è molto improbabile. Nel lavoro sono state analizzate 18.000 sacche di sangue donato tra marzo e settembre 2020. Tra questi, solo 3 campioni sono risultati positivi e tutti avevano una carica virale molto bassa.

 

 

 

Donare sangue dopo il vaccino

E se si è appena vaccinati si può fare subito la donazione? Secondo quanto ha disposto il Centro nazionale sangue, si può essere accettati alla donazione dopo almeno 48 ore da ciascuna vaccinazione. Solo in misura precauzionale, i soggetti che hanno sviluppato sintomi dopo la somministrazione del vaccino Covid possono avere l’ok alla donazione di sangue ed emocomponenti dopo almeno 7 giorni dalla completa risoluzione dei sintomi stessi.

 

 

Nel 2021 in Italia la raccolta di plasma è tornata a crescere rispetto ai numeri del 2020 (+2%). Ma, come spiegano dal Cns, c’è stata una «crescita a più velocità che in alcune regioni mostra segni preoccupanti di ritardo». «Ma se la crescita rispetto a due anni fa è fisiologica, viste le enormi difficoltà nella raccolta riscontrate durante il lockdown e la prima fase della pandemia – sottolineano – va anche segnalato che il dato completo del 2021 è leggermente superiore (+0,3%) persino a quello del 2019».

 

 

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