Vaiolo delle scimmie, 3 casi a Piacenza. Gli Stati Uniti alzano l’allerta, in Gran Bretagna 77 nuovi contagi

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A Piacenza sono stati confermati tre casi di vaiolo delle scimmie, collegati tra di loro. Ne dà notizia l’azienda Usl. Una persona è ricoverata in ospedale, per motivi precauzionali, mentre le altre due sono a casa in isolamento fiduciario fino alla guarigione. Il dipartimento di Sanità pubblica ha svolto la prevista indagine epidemiologica, che non ha rilevato altri possibili contatti a rischio e sta effettuando la sorveglianza sanitaria per verificare il rispetto dello stato di isolamento. «Ad oggi non ci sono elementi per parlare di emergenza. C’è una situazione che deve essere attenzionata. Attendiamo quelle che saranno le indicazioni scientifiche». Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa parlando con i giornalisti a Catanzaro. «Abbiamo attivato – ha aggiunto il sottosegretario – la rete di sorveglianza a livello nazionale; a livello europeo c’è una piena condivisione dei dati e un monitoraggio. Credo che, anche qui, il Covid ci abbia insegnato come ci sia sempre bisogno di condividere insieme all’Ue».

 

Vaiolo delle scimmie, negli Usa aumenta l’allerta

In Usa l’allerta sui casi umani di vaiolo delle scimmie passa dal livello 1 a 2. È quanto hanno deciso i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) nelle indicazioni ai viaggiatori. L’allerta di livello 2 prevede «di mettere in pratica precauzioni più avanzate». Secondo gli esperti americani, «il rischio per la popolazione è basso, ma in caso di sintomi sospetti, come le eruzioni cutanee, è necessario consultare immediatamente un medico anche se non c’è febbre». Alla data del 5 giugno, i casi confermati a livello globale, ricordano i Cdc, sono 911 in 29 Paesi. Negli Stati Uniti sono 24.

 

 

Vaiolo delle scimmie, 13 casi in Lombardia

«Per quanto riguarda il vaiolo delle scimmie, sono 13 ad oggi i casi in Lombardia. Sono tutti maschi che sono stati all’estero o che hanno avuto rapporti con persone che sono state all’estero. E sono tutte situazioni non gravi, curate a domicilio. Tutte persone di età tra 22 e 55 anni». A fare il punto sul Monkeypox virus in Lombardia è stata la vicepresidente della Regione e assessore al Welfare Letizia Moratti, oggi durante la presentazione dell’Agenzia per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive. «Siamo orgogliosi che il sequenziamento e la genotipizzazione» del virus «siano stati effettuati proprio in Lombardia, prima al Sacco di Milano e poi al San Matteo di Pavia», ha aggiunto. «La situazione vaiolo delle scimmie – ha tenuto infine a precisare Moratti – è sotto controllo e assolutamente non paragonabile alla situazione Covid». «Attenzioniamo il fenomeno – ha puntualizzato il direttore generale Welfare della Regione, Giovanni Pavesi – ma non siamo in stato di preoccupazione o allarme». Per quanto riguarda i pazienti (unico ricoverato una persona senza fissa dimora, ha spiegato il Dg), «sono tutte situazioni che poi vanno a guarigione e in nessun caso si è avuta necessità di utilizzare farmaci retrovirali», quindi non ci sono state «situazioni acute di pericolo di vita. I casi sono tutti tracciati e anche il sistema sta funzionando bene. Probabilmente anche questo è un esempio di come ci sia bisogno ci un coordinamento» in queste situazioni. «E direi che la visione di un’Agenzia per le malattie infettive è sicuramente attuale».

 

 

 

Vaiolo delle scimmie, nessun nuovo caso nel Lazio

«Non ci sono casi nuovi da segnalare di vaiolo delle scimmie oltre quelli già segnalati fino ad oggi. C’erano stati due casi sospetti, ma alla fine sono risultati negativi», lo dice l’assessore alla Sanità di Regione Lazio Alessio D’Amato a margine di un evento in Regione in merito alla situazione contagi di vaiolo delle scimmie. «Non si sono registrati casi seri. Nei casi emersi ci sono state le classiche patologie guaribili in quindici giorni al massimo», continua D’Amato. «Ovviamente proseguiamo con il monitoraggio della situazione, qualora si presentino persone in ospedale con sintomi riconducibili a questo tipo di vaiolo», conclude l’assessore.

 

 

In Gb altri 77 contagi

Hanno raggiunto quota 302 i contagi da vaiolo delle scimmie accertati finora nel Regno Unito, uno dei primi Paesi europei a identificare focolai di questa infezione – endemica finora solo in alcune aree dell’Africa – a partire dal 7 maggio. Lo ha annunciato l’Agenzia per la sicurezza sanitaria britannica (Ukhsa), precisando che nel weekend sono state individuate altre 73 infezioni Inghilterra, altre 2 in Scozia e 2 in Galles, con una sostanziale stabilizzazione del tasso d’incremento dei casi. Le autorità sanitarie e il governo del Regno hanno elevato nelle ultime settimane la soglia di attenzione sul fenomeno, pur rimanendo cautamente ottimisti sul potenziale di diffusione di questi contagi (riscontrati inizialmente in ambienti della comunità gay), sulla loro limitata pericolosità rispetto alla generalità della gente e sull’efficacia dei tradizionali virus anti vaiolo disponibili anche contro quello delle scimmie. Nel frattempo, il mese scorso, sono state comunque aggiornate le linee guida precauzionali per le sole persone testate positive: con l’indicazione di 21 giorni d’isolamento in casa, dell’interruzione di contatti diretti con altri fino alla guarigione piena delle piaghe cutanee del vaiolo, nonché con la raccomandazione cautelare di astenersi nei 21 giorni dai rapporti sessuali e di usare il condom nelle 8 settimane successive.

 

 

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