Vannacci se ne va, tra il “dolore” di Salvini e il sollievo di Zaia

Al dolore di Salvini fa da contraltare il sollievo dentro la Lega, perché la separazione, semplifica il quadro, ricompatta un gruppo messo in difficoltà dalla presenza dell’ex generale. Non mi straccio le vesti, commentano in molti. Un’insofferenza diventata via via sempre più esplicita, a partire dal fronte dei presidenti di regione, che non hanno mai nascosto, di vedere Vannacci come un’anomalia fuori dalla chiesa.

Non c’è salvezza, la citazione in latino di Alberto Stefani in linea con l’avvertimento di Salvini. 

“La lunga carriera che ha avuto in Lega, ovvero neanche un anno, è la conferma che ha sentito di essere un corpo estraneo, probabilmente aveva un altro progetto – afferma Luca Zaia –  e vedremo anche quale sarà appunto il potenziale di questa marcia che farà da solo Italia”. Sottolineatura non casuale, quella sull’avventura da solo, la Lega ironizza anche via social, gli prospetta un epilogo come Fini dopo il divorzio da Berlusconi, perché Vannacci ad oggi è fuori dalla coalizione.

Lo ha fatto capire Fratelli d’Italia, lo dicono apertamente in moderati, è incompatibile con i nostri valori, scandisce Maurizio Lupi. Eppure c’è chi è pronto ad abbracciare la nuova avventura del generale, Rossano Sasso, leghista di lunga data, sottosegretario alla scuola, ammette che ora farà le sue valutazioni. C’è Furgiuele, protagonista solo pochi giorni fa del caos per aver invitato neofascisti e neonazisti alla camera, e poi Pozzolo, salito alle cronache per lo sparo la notte di Capodanno che gli è costato l’espulsione da Fratelli d’Italia.

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