Venezia 79, tanta Italia e tante star Attesi Chalamet, Cruz e anche Elodie- Corriere.it

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di Stefania Ulivi

In concorso film di Gianni Amelio, Emanule Crialese, Luca Guadagnino, Susanna Nicchiarelli e Andrea Pallaoro. Fuori gara «Siccità» di Virzì

Cinema d’autore, esordienti, star e molto cinema italiano. Alberto Barbera ha svelato il succoso programma Venezia 79 (dal 31 agosto al 10 settembre). Ventitre i titoli del concorso, di cui cinque italiani (e cinque francesi). Il signore delle mosche di Gianni Amelio con Luigi Lo Cascio, Elio Germano e Sara Serraiocco sul caso Braibanti, prodotto da Marco Bellocchio che allora fu tra coloro che firmarono a sostegno dell’intellettuale. L’immensità, il ritorno di Emanuele Crialese con Penélope Cruz. Bones and All di Luca Guadagnino con Timothée Chalamet, Taylor Russell e Mark Rylance e Chloë Sevigny, girato nel Midwest americano. Chiara di Susanna Nicchiarelli sulla santa.
Ultimo film italiano in gara è Monica
di Andrea Pallaoro. Tra i titoli del concorso anche No Bears di Jafar Panahi, girato clandestinamente. Tra i titoli più attesi, Blonde di Andrew Dominik con Ana De Armas nei panni di Marilyn Monroe, il ritorno di Darren Darren Aronofsky con The Whale quello di Alejandro González Iñárritu con Bardo, The son di Florian Zeller . Ad aprire, in gara, sarà White Noise, scritto e diretto da Noah Baumbach, con Adam Driver, Greta Gerwig, Don Cheadle, Raffey Cassidy, Sam Nivola, May Nivola, Jodie Turner-Smith, André L. Benjamin e Lars Edinger, targato Netflix. Fuori concorso l’attesissimo Don’t worry darling e anche Siccità di Paolo Virzì. Film di chiusura The hanging sun di Francesco Carrozzini con Alessandro Borghi, Jessica Brown Filndlay, Sam Spruell.

Orizzonti, doc e serie

Diciotto i titoli in concorso nella sezione Orizzonti, tra cui Ti mangio il cuore di Pippo Mezzapesa, con l’esordio nella recitazione di Elodie con Francesco Patané e Francesco Di Leva, ritratto in bianco e nero di una famiglia criminale del Gargano e Princess di Roberto De Paolis che ha seguito da vicino una prostituta nigeriana, la protagonista del film in cui appaiono Lino Musella e Salvatore Striano. Girato a Roma Vera di Tizza e Rainer Frimmel con Vera Gemma. Da segnalare anche l’opera prima che arriva dalla Spagna En los margenes di Juan Diego Botto con Penélope Cruz, già in gara con Crialese. In Orizzonti Extra Notte fantasma di Fulvio Risuleo con Edoardo Pesce e Amanda di Carolina Cavalli con Bendetta Argentieri. Torna sull’isola del Lazzaretto il programma VR. Due le serie che saranno al Lido: i cinque episodi della serie di Lars Von Trier The Kingdom Exodus, sequel della sua opera di culto
e la nuova di Nicolas Winding Refn, Copenhagen Cowboy. Tra i documentari In viaggio di Gianfranco Rosi seguendo papa Bergoglio in giro per il mondo. The Kiev Trial di Sergei Loznitsa, The Matchmaker di Benedetta Argentieri. Tra quelli della sezione Venezia Classic Sergio Leone . L’italiano che inventò l’America di Francesco Zippel.

Anniversari

Il presidente della Biennale Roberto Cicutto ha ricordato i due anniversari, i 90 dalla fondazione della Mostra, nel 1932, e i dieci anni di Biennale College che quest’anno presenta quattro nuovi progetti. Barbera sottolinea il legame di Biennale Cinema con il presente. «Si suole dire che i festival siano finestre aperte sul mondo. Da questa finestra devo dire che assistiamo a cose che preferiremmo non vedere, come ad esempio la guerra di aggressione all’Ucraina, costretta a difendersi e a difendere nel contempo le democrazie europee minacciate dall’imperialismo di Putin. Non avremmo voluto vedere nemmeno gli arresti in Iran con l’incarcerazione immotivata di tre cineasti, rei soltanto di avere esercitato il loro diritto alla libertà di espressione. Così non avremmo voluto qualche mese fa all’incredibile condanna ad una giovane produttrice turca, Çiğdem Mater, con altri sei coimputati, rea di aver soltanto progetta i un documentario sulle proteste di Gezi Park, documentario mai realizzato». La Biennale, ha spiegato il direttore artistico della kermesse, «non ha mai mancato di far sentire la sua voce in difesa del popolo ucraino e dei tanti cineasti privati della libertà e annuncerà a breve le iniziative che assumerà nel corso dello svolgimento della Mostra. Era importante dirlo in apertura e ricordare che le mostre non si producono all’interno di una bolla chiusa alla realtà contemporanea».

26 luglio 2022 (modifica il 26 luglio 2022 | 12:14)

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