Il padre dei bambini coinvolti nella controversa vicenda, ha espresso il suo desiderio di riunire i figli ma ha chiesto di rispettare la situazione attuale evitando proteste: “Voglio che i bambini tornino a casa, ma fino a che questo non succede preferisco che restino qui“, ha detto Nathan Trevallion, lasciando la casa famiglia.
“Ringrazio tutti per la solidarietà – ha aggiunto – Chiedo però con rispetto di non organizzare presidi o proteste davanti alla casa famiglia o alle abitazioni private“.
L’intervento del padre arriva in seguito ai presidi dei giorni passati. “La famiglia è il fondamento della Chiesa e dividerla è vergognoso”. Questi gli striscioni comparsi, il 7 marzo, davanti la casa famiglia dove si trovano i bambini, dopo la decisione del Tribunale per minorenni dell’Aquila che, con una nuova ordinanza, ha disposto il trasferimento dei piccoli in un’altra struttura senza la madre. La donna ha dovuto lasciare la struttura protetta dove si trovava dal 20 novembre scorso.
Aumentata protezione per presidente tribunale minori
Intanto, cresce la tensione attorno alla decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che ha disposto il trasferimento dei minori in un’altra struttura, e la presidente del tribunale è ora sotto protezione a causa delle minacce ricevute. La presidente del tribunale dei minori dell’Aquila, Cecilia Angrisano, ha firmato il provvedimento con cui è stata sospesa la potestà genitoriale dei coniugi Trevallion-Birmingham.
Magistrati minorili: “Contro la presidente Tribunale violenza inaccettabile”
“I messaggi che sono arrivati, non oggi ma da mesi, alla dottoressa Angrisano sono di una violenza verbale inaccettabile”. Lo afferma Claudio Cottatellucci, presidente dell’Associazione italiana magistrati per i minorenni e per la famiglia (Aimmf) commentando l’innalzamento della vigilanza nei confronti della presidente del Tribunale dei minorenni dell’Aquila in seguito all’ordinanza con cui è stato disposto l’allontanamento di Catherine, la mamma dei ‘bimbi del bosco’, dalla casa-famiglia.
“Quanto successo è anche l’effetto dei social e di un certo imbarbarimento della comunicazione e dei social”, aggiunge all’ANSA. Alla base dell’escalation, evidenzia, c’è anche un problema culturale e di comunicazione: “Quello che non viene trasmesso è il funzionamento reale del sistema”. Secondo Cottatellucci, nel dibattito pubblico si diffonde spesso l’idea che i giudici agiscano con una “discrezionalità incontrollata”, mentre le decisioni dei giudici vengono prese “dentro criteri legali molto precisi e stringenti”. Il presidente dell’associazione ricorda, in ogni caso, che i provvedimenti giudiziari “non sono infallibili”, ma possono essere corretti attraverso il sistema delle impugnazioni.
Garante infanzia Abruzzo: “Nessun rischio adozione bimbi”
“In relazione alle notizie circolate sulla vicenda dei minori appartenenti alla cosiddetta ‘famiglia nel bosco’, ritengo necessario fornire alcuni chiarimenti. Allo stato attuale non esiste alcun rischio di adozione dei bambini e il provvedimento adottato non ha mai previsto la separazione definitiva dei minori dalla loro famiglia. Si tratta di misure temporanee di tutela, disposte esclusivamente nell’interesse dei minori”. Lo scrive in una nota la Garante per l’Infanzia della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis.
“È inoltre opportuno precisare che i tre bambini non saranno separati tra loro. Non è corretto affermare che non esistano strutture disponibili ad accoglierli. Le istituzioni competenti stanno valutando tutte le soluzioni possibili, compresa l’eventualità che i minori possano restare nella struttura che attualmente li ospita, per evitare ulteriori traumi. Va – spiega – tuttavia ricordato che nelle comunità sono presenti anche altri minori, la cui tutela deve essere garantita. I responsabili della struttura mi hanno inoltre rappresentato un episodio grave avvenuto sabato scorso: mentre si svolgeva un sit-in all’esterno, una minorenne ospite della comunità è stata pesantemente offesa perché scambiata per un’operatrice. Si tratta di un fatto inaccettabile. Rivolgo pertanto un appello al massimo rispetto per tutti i minori presenti nella struttura e per le loro vite. Come Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Abruzzo sto seguendo personalmente la vicenda e adotterò, nell’esercizio delle mie funzioni, tutti i provvedimenti necessari a tutela dei diritti dei minori coinvolti”.
