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«Vorrei leggere il suo ultimo tema»

Devi leggere

Il dolore di una giovane vita spezzata. Il desiderio di una mamma di poter leggere le ultime parole della figlia. C’è coraggio e speranza dietro la richiesta di Sabrina Bergonzoni, mamma di Eleonora, che nel 2018 è volata in cielo dopo aver combattuto un osteosarcoma, un tumore delle ossa. Pochi mesi prima di morire Eleonora aveva sostenuto un esame di ammissione alla terza media, effettuando il compito scritto presso una scuola secondaria di primo grado di Bologna.

Da due anni mamma Sabrina ha chiesto più volte alla scuola di poter leggere l’ultimo tema della figlia, ma nonostante mail e chiamate non ha ricevuto risposta. In un post su Facebook ha chiesto aiuto per capire come fare affinchè la richiesta venga accolta dalla scuola.

Eleonora, la diagnosi e il sogno di “una vita normale”

Eleonora aveva 12 anni quando le è stato diagnosticato l’osteosarcoma, un tumore primario dell’osso. Era il 2017. Per 17 mesi ha combattuto contro la malattia, tra terapie e ricoveri in ospedale ma cercando di mantenere anche una “vita normale” coltivando il sogno di iscriversi al liceo scientifico e di non abbandonare la scuola. La mamma Sabrina l’accompagnò a fare la prova per la terza media e ha ricordato quel giorno interivistata dal Corriere di Bologna: «Stavo in macchina ad aspettarla, sapendo che lei pensava al suo domani, all’iscrizione un giorno al liceo scientifico e io sapevo che quel futuro proprio non c’era; ci avevano detto da mesi che la malattia non rispondeva ai farmaci e non sarebbe guarita». 

Il sogno di riavere l’ultimo tema della figlia

 

Quelle ultime parole chiuse in un foglio protocollo sono un ponte tra il passato e il presente. Un modo per poter ritorvare una parte di lei: «Lo vorrei ma ho anche un po’ paura di leggerne il contenuto. Può restituirmi una parte di lei Ele ha lasciato poche tracce, solo qualche bigliettino che si scambiava con le amiche» racconta Sabrina che ha più volte telefonato alla scuola e inviato una mail. Ora manderà una pec come le è stato suggerito. Il suo non è l’unico caso, anche altre mamme di ragazzi che hanno avuto malattie terminali trovano spesso ostacoli burocratici nel poter visionare documenti relativi ai loro figli (come ad esempio temi). Anche per questo il suo post è diventato virale. Sabrina ha un’altra figlia più piccola, Margherita, ed è fondatrice di Agito, Associazione genitori insieme tumori ossei, convenzionata con l’Istituto ortopedico Rizzoli.

 

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