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Home » 2006-2026, a venti anni dal successo di Berlino il calcio azzurro prova a rinascere
Sport

2006-2026, a venti anni dal successo di Berlino il calcio azzurro prova a rinascere

Di Sala Notizie9 Luglio 20263 min di lettura
2006-2026, a venti anni dal successo di Berlino il calcio azzurro prova a rinascere
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Esattamente venti anni fa l’Italia del pallone è salita sul tetto del mondo. Un successo incredibile quanto inaspettato con una generazione di calciatori poi diventati ‘campionissimi’ che hanno lasciato agli occhi del grande pubblico alcune tra le immagini più iconiche del calcio mondiale. Chi non ricorda Cannavaro con la Coppa levata verso il cielo o la corsa di Grosso dopo il gol segnato su rigore alla Germania. Il gol decisivo. 

Da quel 9 luglio ad oggi, a venti anni di distanza, il cielo degli azzurri del pallone non si è più ‘colorato di blu’. Due partecipazioni ai mondiali del 2010 e 2014 senza lasciare il segno – nemmeno sbiadito – e tre mancate qualificazioni alla competizione iridata. Nulla più in un viavai di ct che si sono avvicendati, ognuno con la voglia di ‘lasciare il segno’ senza però riuscirci. 

In mezzo, oltre alle solite e immancabili polemiche sui perché di così tanti fallimenti, la ‘crisi del talento sportivo’. 

Nei venti anni che separano la vittoria di Berlino ad oggi, la Nazionale di calcio ha fatto un solo squillo e lo ha fatto agli Europei del 2020 (disputati nel 2021) quando, nella finale di Londra gli azzurri ebbero la meglio sui padroni di casa dell’Inghilterra con il punteggio di 3 a 2 (1 a 1 al 90’). In panchina c’era Roberto Mancini che poi scelse di andare ad allenare la Nazionale dell’Arabia Saudita (per la cifra monstre di 25 milioni di euro netti l’anno). Da lì ad oggi l’azzurro ha fatto rima con delusione. 

E ora è il tempo della ‘ricostruzione’. Azzerati i vertici federali, eletto un nuovo presidente (Giovanni Malagò), instradati nuovi rapporti con il club di Serie A e Serie B si attendono le decisioni sui nomi dei nuovi tecnici e direttori di area. 

“Celebriamo questa ricorrenza – sottolinea il presidente federale – che rappresenta uno stimolo per il futuro, perché dalle vittorie del passato la Nazionale deve trovare un nuovo slancio per poter rivivere al più presto quelle straordinarie emozioni. È nostro dovere lavorare ogni giorno affinché si torni a competere per questi successi. La maglia azzurra è orgoglio e appartenenza, un simbolo da onorare e il miglior volano possibile dei valori dello sport italiano nel mondo”.

Così restano delle caselle da riempire per provare a far ritornare la Nazionale di calcio italiana sui palcoscenici più illustri di tutto il mondo. A partire dai Mondiali del 2030 passando per i prossimi Campionati Europei. Tasso tecnico dei calciatori azzurri permettendo. 

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