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Home » 5,8 Milioni di italiani rinunciano a curarsi. Italia ultima tra Paesi G7
Salute

5,8 Milioni di italiani rinunciano a curarsi. Italia ultima tra Paesi G7

Di Sala Notizie3 Settembre 20263 min di lettura
5,8 Milioni di italiani rinunciano a curarsi. Italia ultima tra Paesi G7
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Il servizio sanitario nazionale continua a soffrire. Lo scorso anno la spesa sanitaria pubblica si è attestata al 6,2% del Pil con una lieve flessione rispetto all’anno precedente quando era al 6,3%. Si tratta di un livello di  spesa che piazza l’Italia nettamente al di sotto della media dei Paesi Ocse e di quelli europei (entrambi al 7,1%).  Sono le conclusioni a cui giunge un’analisi realizzata da Fondazione Gimbe in vista dell’avvio del confronto sulla Legge di Bilancio 2027.

“Il sottofinanziamento pubblico” è “una criticità strutturale che ha indebolito il servizio sanitario nazionale e compromesso l’esigibilità di un diritto fondamentale”, commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta.

Il risultato è “l’impoverimento e indebitamento delle famiglie, fino alla rinuncia a esami diagnostici e visite specialistiche: un fenomeno che nel 2024 ha riguardato 5,8 milioni di persone”, aggiunge.

La rilevazione Gimbe, compiuta su dati Ocse, mostra come la forbice tra l’Italia e gli altri Paesi europei si sia ampliata negli ultimi anni. Nella spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil il nostro Paese si piazza dietro a ben 14 Paesi europei dell’area Ocse e sconta un distacco di quasi 5 punti percentuali dalla Germania (11% Pil) e di circa 3 punti da Francia, Svezia, Regno Unito.

Indietro anche nella spesa sanitaria pubblica pro capite. Nel 2025 in Italia è stata pari a 3.952 dollari per cittadino, 909 in meno rispetto alla media Ocse e 1.013 in meno rispetto alla media di Paesi europei. Il distacco dell’Italia dagli altri Paesi europei ha cominciato ad allargarsi nel 2011 e da allora non è stato più ricomposto. “Il gap complessivo sfiora 36,1 miliardi. È questa la voragine scavata da 15 anni di progressiva erosione delle risorse pubbliche, protratta sotto Governi di ogni colore”, chiosa Cartabellotta.

Opposizione: “Il Governo non vede l’emergenza”

Dalle opposizioni le accuse al Governo di non vedere l’emergenza. “I dati sono incontrovertibili: con il Governo Meloni il definanziamento della sanità pubblica è ripreso”, afferma in una nota Marina Sereni, responsabile Salute e sanità nella segreteria nazionale del Pd. “Il sotto finanziamento del servizio sanitario nazionale sta producendo conseguenze sempre più pesanti sulla vita concreta delle persone”, le fa eco la senatrice di Italia Viva Annamaria Furlan. 

Per i professionisti sanitari, invece, i dati Gimbe fotografano solo una parte del problema: “Sulla spesa sanitaria occorre un’inversione di tendenza”, dichiara il segretario nazionale del sindacato dei medici ospedalieri Anaao Assomed, Pierino Di Silverio. “Il punto, però, non è soltanto aumentare la spesa sanitaria, ma anche il modo in cui le risorse si riversano nei servizi”.

La risposta dal Governo: “Aumento del Fondo Sanitario”

Dal Governo, intanto, arrivano rassicurazioni: “Ci sarà un aumento del Fondo sanitario, in coerenza con quanto fatto negli ultimi tre anni”, dice il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. “Negli ultimi tre anni ci sono stati 18 miliardi in più, soltanto per quest’anno ci saranno 6,3 miliardi in più”.

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