La gestione della serata in cui sono morti 41 giovani e le misure di sicurezza adottate nel Constellation, prima che divampasse il drammatico rogo, la notte di Capodanno: le versioni di Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale notturno di Crans-Montana, saranno messe a confronto oggi a Sion nel lungo interrogatorio, iniziato poco dopo le 8:30, a cui partecipano la procuratrice generale aggiunta del Vallese, Catherine Seppey, e oltre 70 avvocati delle parti civili. Presente anche l’avvocato Romain Jordan, incaricato dal governo italiano nella costituzione di parte civile. “Oggi qui rappresento ufficialmente l’Italia”, ha confermato il legale.
Jessica: “Contro di noi falsità, siamo stati distrutti”
“Contro di noi sono state dette solo tante falsità, siamo stati distrutti” ha detto Jessica Moretti, rendendo una dichiarazione spontanea in apertura dell’interrogatorio, ancora in corso, a Sion. La donna viene sentita in un confronto con il marito Jacques. L’imprenditrice ha assicurato di voler collaborare con gli inquirenti e ha evidenziato di aver sempre risposto alle domande.
I tanti aspetti da chiarire nell’interrogatorio di oggi, presenti oltre 70 avvocati di parte civile
I Moretti sono arrivati in anticipo nell’aula del Politecnico in cui si svolge l’audizione, entrando da una porta secondaria scortati dalla polizia. “È la prima volta che li sentiamo, dopo aver visionato le telecamere interne del locale e dopo aver sentito i funzionari pubblici e gli amministratori del Comune” ha spiegato l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale di una ragazza ferita. E ha aggiunto: “Sono numerosi gli aspetti da chiarire, a partire dalla gestione di quella serata; dal tema della formazione dei dipendenti, che non c’è stata; da quello delle direttive date in quella serata; dal perché sono state chiuse le porte di sicurezza, al perché c’era unsolo ingresso per fare accedere e defluire le persone. E poi i temi economici legati ai profili di antiriciclaggio”. Per l’avvocato di parte civile Domenico Radice, invece, dall’interrogatorio di oggi ci si aspetta “un chiarimento sulla coerenza tra le prove documentali e la versione della difesa”.
Sébastien Fanti, che rappresenta numerose famiglie delle vittime, “un’udienza come quella di oggi costa ai contribuenti 200 mila franchi: dobbiamo procedere, spero che oggi si acquisiscano gli elementi probatori che ci permettano di andare avanti, sono già passati alcuni mesi e non avanziamo”.
La mamma di una vittima: “Voglio risposte”
“Sono qui perché voglio risposte, vogliamo risposte” dice Laetitia Brodard-Sitre, la mamma di Arthur, 16enne morto nel rogo del discobar di Crans-Montana, che partecipa oggi all’interrogatorio. “In questa tragedia – aggiunge la donna, accompagnata dal suo avvocato – ho perso il mio figlio Arthur, ed è per questo che mi sono vestita in bianco e ho la sua foto sul cuore, a sinistra. Ci sono 41 angeli che sene sono andati, ci sono ancora 115 feriti che sono in ospedale, in terapia intensiva e che sono gravemente ustionati, alcuni ancora in choc settico e non li si riconosce più”. Arthur era una promessa del calcio giovanile della squadra FC Lutry, paese del Cantone di Vaud, sul lago Lemano. “Oggi sono qui per lui – spiega ancora Laetitia – ma anche per suo fratello Benjamin, il mio secondo figlio, che è vivo, perché vive le conseguenze di questo dramma, tutti i giorni si vive con queste conseguenze. Genitori, fratelli, sorelle, nonni e le zie: ha bisogno di risposte, ho bisogno di risposte, abbiamo bisogno di risposte. Siamo qui oggi perché sono passati cinque mesi, ora siamo venuti a conoscenza di molte cose, e ho bisogno di capire lo stato d’animo di Jessica e Jacques Moretti”.
