È stata depositata al Tribunale per i minorenni dell’Aquila la perizia finale della consulente tecnica d’ufficio sul caso della cosiddetta famiglia del bosco.
In circa 50 pagine, che integrano la prima stesura di 196 pagine e le controdeduzioni di parte di circa 300, la psichiatra Simona Ceccoli difende il lavoro svolto durante i test psicologici, insieme con la collega Valentina Garrapetta, nei confronti di Nathan Birmingham e Catherine Trevallion, la coppia di coniugi che sta lottando per il ricongiungimento con i 3 figli minori, 2 gemelli di 6 anni e una bimba di 8 anni.
Nella perizia: “Si auspica il rientro a casa dei bimbi”
Nel documento, la psichiatra replica, punto su punto, alle criticità rilevate da Tonino Cantelmi e Martina Aiello, i periti di parte della famiglia, difendendo l’operato complessivo.
Nelle conclusioni viene spiegato che la relazione non intende in alcun modo sostenere l’opportunità di una permanenza dei minori in istituto, né esprimere una valutazione contraria al loro rientro nel contesto familiare. Al contrario, scrive la professionista, “si auspica che possano realizzarsi quanto prima le condizioni necessarie per il rientro a casa compatibile con il loro benessere”.
La famiglia che vive nel bosco (Ansa)
Ora la parola ai giudici: un mese per la decisione
La difesa dei coniugi Trevallion-Birmingham prende atto del ripetuto auspicio della consulente tecnico d’ufficio di un “precoce e positivo ricongiungimento della famiglia, nell’interesse dei minori e del recupero delle relazioni familiari”, sottolineando come sul punto non si potrebbe essere più d’accordo.
I giudici del Tribunale hanno a disposizione ancora un mese per prendere una decisione sul caso dei 3 figli della coppia ospitati da quasi 7 mesi in una casa-famiglia a Vasto (Chieti) e i genitori nella casa nel bosco, in attesa di trasferirsi definitivamente nell’abitazione messa a disposizione dal Comune per consentire i lavori sul capanno che utilizzavano, sino a novembre scorso, come casa.
