Lo stretto di Hormuz torna a respirare. Il traffico marittimo riparte. Nelle ultime 24 ore hanno attraversato il passaggio 25 navi commerciali, il livello più alto da metà aprile e oltre 12 milioni di barili di greggio. 40 navi negli ultimi due giorni, ancora poche rispetto ai 130 transiti giornalieri del passato. La normalità è lontana, resta da smaltire il maxi ingorgo di quasi mille imbarcazioni ferme in attesa. Ma i mercati intanto festeggiano, con Piazza Affari che supera i 53 mila punti. Il Brent è sceso intorno agli 80 dollari al barile, più contenuto il calo del gas, meno 15%, a 42 euro al megavattora.
Secondo le stime dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, entro il 2027 l’offerta supererà i 110 milioni di barili al giorno, spinta anche dalla produzione record degli Emirati Arabi Uniti. L’effetto positivo è già visibile al distributore. La benzina è in media a 1,87 euro al litro, il gasolio a 1,96. Anche le bollette saranno più leggere. Ossigeno per famiglie e imprese, soprattutto quelle energivore, con un possibile effetto anche sui tassi di interesse, grazie al rallentamento dell’inflazione.
